
La crisi cubana appare sempre più come una frattura sociale profonda: da un lato una parte della popolazione con accesso a dollari e attività private, dall’altro la maggioranza che vive con salari in pesos sempre meno sufficienti per beni essenziali.
Secondo analisi internazionali recenti, la combinazione di inflazione, calo del turismo e scarsità di valuta estera ha accelerato il deterioramento del tenore di vita sull’isola, già provata da decenni di isolamento economico.
Blackout diffusi e carburante quasi introvabile
La crisi energetica è uno dei fattori più critici. Il carburante è scarso e, quando disponibile sul mercato informale, può raggiungere prezzi estremamente elevati rispetto al reddito medio locale.
Le interruzioni elettriche sono diventate frequenti e prolungate in molte aree del Paese, con effetti diretti su trasporti, attività produttive e servizi sanitari. In alcune zone fuori dalla capitale, la fornitura elettrica può essere limitata a poche ore al giorno.
Cos’è l’embargo USA su Cuba
L’embargo statunitense contro Cuba è il più lungo blocco economico moderno ancora in vigore.
- Inizio: avviato nel 1960 e formalizzato nel 1962 dal presidente John F. Kennedy
- Durata: oltre 60 anni consecutivi
- Base legale: include il Trading with the Enemy Act (1917), il Cuban Democracy Act (1992) e la Helms-Burton Act (1996)
- Contenuto: vieta alla maggior parte di cittadini e aziende USA di commerciare con Cuba, limita investimenti, flussi finanziari e transazioni in dollari, con alcune eccezioni limitate per alimenti e medicinali
Secondo diverse risoluzioni dell’Assemblea Generale ONU, la maggioranza dei Paesi membri vota regolarmente per la fine dell’embargo, pur non avendo carattere vincolante.
Perché è ancora in vigore
Il mantenimento dell’embargo è legato alla legislazione federale USA: la sua revoca richiederebbe l’approvazione del Congresso americano, non solo decisioni dell’esecutivo.
Nel tempo, diversi presidenti hanno introdotto aperture parziali o restrizioni più severe, ma la struttura di fondo delle sanzioni è rimasta sostanzialmente invariata dalla Guerra Fredda.
Effetti economici e dibattito internazionale
Secondo stime diffuse da Cuba e da centri di ricerca internazionali, il costo economico complessivo delle restrizioni, considerando commercio perso e limitazioni finanziarie, ammonterebbe a centinaia di miliardi di dollari in oltre sei decenni.
Organismi ONU e numerose ONG sostengono che le sanzioni abbiano un impatto diretto su accesso a beni essenziali, energia e servizi pubblici. Gli Stati Uniti, invece, attribuiscono la crisi principalmente a fattori interni e alla gestione economica del governo cubano.
Un sistema che si è trasformato
Dopo il crollo del turismo e la crisi post-pandemica, Cuba ha legalizzato nel 2021 le MiPymes, imprese private che oggi rappresentano una delle principali valvole di sopravvivenza economica.
Il risultato è un’economia duale: una parte legata allo Stato, con forte dipendenza dal peso locale, e una parallela alimentata da dollari provenienti soprattutto dalla diaspora cubana.
Una crisi strutturale senza soluzione semplice
Tra sanzioni internazionali, riforme parziali e fragilità interne, Cuba resta intrappolata in una crisi multidimensionale. L’embargo, in vigore da oltre 60 anni, è uno dei fattori centrali del dibattito globale, ma non l’unico elemento che incide sulla situazione dell’isola.










