Bankitalia taglia le stime del Pil: +0,3% nel 2019 e +0,7% nel 2020

Ma avverte: “Le stime sulla crescita a luglio potrebbero scendere ancora”

Bankitalia taglia le stime del Pil: +0,3% nel 2019 e +0,7% nel 2020

La Banca d'Italia taglia le stime del Pil per gli anni 2019-2021. Si riserva, inoltre, un’ulteriore correzione nel bollettino economico di luglio.

L'istituto centrale prevede un aumento dello 0,3% del Pil quest'anno dello 0,7% nel 2020 e dello 0,9% nel 2021. La revisione rispetto a gennaio riflette "la maggior debolezza della domanda estera osservata negli ultimi mesi e il protrarsi di condizioni di elevata incertezza nei sondaggi presso le imprese".

Nel documento si legge, poi, un avvertimento: "I rischi che circondano queste proiezioni di crescita sono elevati. Derivano dalle perduranti tensioni sulle politiche commerciali internazionali, che potrebbero accentuare la debolezza dell'economia globale e ripercuotersi sulle esportazioni e sugli investimenti. Mentre sul piano interno l'andamento dei mercati finanziari potrebbe risentire di un incremento dell'incertezza sulle prospettive della politica di bilancio e comportare condizioni di finanziamento per le imprese meno favorevoli".

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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