Aspettando l’uomo solo al comando

Rapporto Censis: per il 48% dei cittadini ci vorrebbe una figura al di sopra del Parlamento e delle elezioni. Gli italiani senza più fiducia mollano anche i Bot. Ma l'Ue ridiventa una certezza a cui aggrapparsi, con la nuova sensibilità per l’ecologia

Aspettando l’uomo solo al comando

Nel 53° Rapporto del Censis ‘La società italiana al 2019’ emerge la faticosa ricerca di soluzioni individuali e collettive, in attesa che arrivi qualcuno in grado di conquistare la fiducia degli italiani, guidandoli fuori dalla trappola della non crescita.

Ma questo discorso non vale per tutto il Paese: alcune aree vantano – spiega il Censis - “un tasso di crescita del Pil e dei consumi paragonabili alle migliori Regioni europee”: in particolare il nuovo triangolo industriale tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, oltre alla fascia dorsale lungo l’Adriatico.

Nel complesso, tuttavia, dal 2011 la ricchezza immobiliare delle famiglie ha subito una decurtazione del 12,6% in termini reali. E il 61% degli italiani non comprerebbe più i Bot, visti i rendimenti microscopici.

Così, stanchi per l’incertezza economica e delusi dalla politica, sembra farsi strada tra gli italiani una soluzione: l’uomo forte, al di sopra del Parlamento, che rassicuri. Per quasi la metà degli italiani, il 48% per la precisione, ci vorrebbe appunto “un uomo forte al potere”.

Pur in questo clima, gli italiani restano convinti al 62% dei casi che non si debba uscire dall’Ue, ma il 25% è invece favorevole all’Italexit. Così come, se il 61% dice no al ritorno della lira, il 24% è favorevole.

C’è da registrare anche una nuova sensibilità ai problemi del clima, che favorisce la partecipazione sociale e avvia forme di economia innovative come l’economia circolare. E c’è un ritorno verso l’Ue: il 62% degli italiani è convinto che non bisogna uscire dall’Euro.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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