La Milano che non è più da bere

Reportage da Milano del nostro Claudio Guerrini. E Sala chiama Conte: “Riapriamo Milano al più presto”

Tra realtà e psicosi. La Lombardia rappresenta 1/5 del Pil nazionale e Milano il suo cuore pulsante. Di conseguenza, gli effetti sull’economia italiana non possono che essere rilevanti: le attività commerciali sono in grave difficoltà (come dimostra il breve video del nostro Claudio Guerrini girato la sera del 26 febbraio).

Già martedì, nel rinviare l’importante appuntamento del Salone del Mobile a giugno, il sindaco Sala aveva spiegato la necessità di “sconfiggere il coronavirus, ma anche il virus della sfiducia”.

Poi, mercoledì ha rilanciato: “Mi sono messo al telefono con Roma, ho parlato con il Presidente del Consiglio, l’ho invitato a venire presto a Milano per rendersi conto di persona della nostra situazione”.

“Milano a luci spente non piace a nessuno, che sia una città riaperta al più presto”, spiega il primo cittadino. Per Sala il tema delle difficoltà economiche non riguarda nell'immediato la grande industria, “ma ci sono persone che se non lavorano non arrivano a fine mese ed è a queste che deve pensare il sindaco di una città, se la vuole solida, attiva e internazionale com'è la nostra”. 

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com