In Italia il 63% ha un diploma (nell’Ue il 79%) e il 28% una laurea (Ue 42%)

La pandemia pesa su speranza di vita, lavoro e istruzione. Annullati in un anno i progressi compiuti nell'ultimo decennio. Freno anche al mondo del lavoro. E aumenta il divario sull’istruzione con gli altri Paesi Ue

In Italia il 63% ha un diploma (Ue 79%) e il 28% una laurea (Ue 42%)

“Il Covid ha annullato, completamente nel Nord e parzialmente nelle altre aree del Paese, i guadagni in anni di vita attesi maturati nel decennio. È un arretramento che richiederà parecchio tempo per essere pienamente recuperato”. Lo afferma il decimo Rapporto Bes dell’Istat sul benessere equo e sostenibile, rilevando che nel 2010 la speranza di vita alla nascita era di 81,7 anni, nel 2019 di 83,2 e nel 2020 il dato è sceso a 82,3.

Istruzione

Il divario dell’Italia con l'Europa sull’istruzione continua ad ampliarsi: nel secondo trimestre 2020 il 62,6% delle persone di 25-64 anni ha almeno il diploma superiore (54,8% nel 2010) una percentuale più bassa di 16 punti percentuali della media Ue. Tra i giovani di 30-34 anni il 27,9% ha un titolo universitario o terziario (19,8% nel 2010) contro il 42,1% della media Ue.

Disuguaglianze

Nel secondo trimestre 2020 sale al 23,9% la quota di giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano (Neet). Erano 21,2% nel secondo trimestre 2019.

Occupati

Nel secondo trimestre 2020 l’emergenza Covid ha comportato in Italia un forte calo tendenziale del numero di occupati: 788 mila in meno tra i 20-64enni rispetto al 2019. Il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni scende al 62%, in diminuzione di 2 punti percentuali, interrompendo il trend crescente dal 2015. L’impatto negativo è evidente rispetto alla media Ue, dove nel secondo trimestre 2020 il tasso di occupazione è al 71,7% (-1,5 punti rispetto al 2019). Il divario dell’Italia rispetto alla media Ue si amplia raggiungendo 9,7 punti (9,2 nel secondo trimestre 2019).

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