Il punto G secondo l’Fmi

Il Fondo monetario internazionale svela il paese dove il Pil cresce più velocemente. E, inaspettatamente, non è asiatico

Il punto G secondo l’Fmi

La crescita economica della Guyana, un paese di 780 mila abitanti bagnato dall’Oceano Atlantico e che confina con Brasile e Venezuela, raggiungerà l’86% nel 2020. Ovvero, 14 volte superiore a quella prevista per la Cina. Nell’anno in corso, invece, il Pil sarà pari “soltanto” al 4,4%.

Unico paese anglofono nell’America Latina, la Guyana beneficia di un flusso di cassa inaspettato grazie ai giacimenti petroliferi offshore scoperti recentemente. Secondo le stime dell’Fmi, il Pil annuale in termini assoluti del Paese, che oggi ammonta a circa 4 miliardi di dollari, potrebbe arrivare fino a 15 mld entro il 2024. Un fiume di dollari. Anzi petrodollari.

Ma, secondo il Fondo, la Guyana è comunque su un sentiero pericoloso. E corre un rischio che prende il nome di ‘Dutch disease’ (malattia olandese): consiste nella deindustrializzazione dell’economia provocata dall’apprezzamento della valuta in seguito alla crescita del reddito dovuto all’estrazione delle risorse naturali.

Tutto è cominciato nel 2015 quando la compagnia statunitense ExxonMobil ha scoperto vasti giacimenti di greggio nel territorio della Guyana. Da quel momento nel Paese sono stati scoperti altri 16 siti petroliferi.

Si prevede che la produzione nel primo trimestre del 2020 raggiungerà una media di 102 mila barili al giorno, che entro il 2025 dovrebbe salire a 424 mila barili.

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