
Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, leader del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), è stato localizzato seguendo i movimenti della sua amante, un passo falso che ha permesso alle forze armate di pianificare un’operazione decisiva. Il ministro della Difesa Ricardo Trevilla ha spiegato che un agente infiltrato nella sua cerchia ha confermato la sua presenza a Tapalpa, nello Stato di Jalisco, portando all’operazione scattata il 22 febbraio.
Ferito nella selva, muore durante il trasferimento
El Mencho è rimasto gravemente ferito mentre tentava la fuga con il suo entourage armato ed è morto durante il trasporto verso Città del Messico. Nel blitz sono stati uccisi anche il suo vice Hugo “El Tuli” e decine di sicari, oltre a militari della Guardia Nazionale. Una caccia durata anni si è chiusa così, nonostante la taglia multimilionaria offerta dagli Stati Uniti e la sua leggendaria prudenza operativa.
Caos nazionale: blocchi, scuole chiuse e sport sospeso
La notizia ha scatenato reazioni violente in diverse regioni: blocchi stradali, veicoli incendiati e intimidazioni alla popolazione. Scuole, università, uffici pubblici e negozi hanno chiuso per timore di rappresaglie, mentre numerose partite dei campionati di calcio sono state sospese. La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha dichiarato che l’ordine pubblico è in gran parte ristabilito, ma ha ammesso che la situazione resta estremamente fragile.
Narcotraffico: un pilastro dell’economia criminale messicana
Il CJNG è una delle organizzazioni più potenti del Paese, attiva nel traffico globale di cocaina, eroina, metanfetamine e fentanyl, oltre che in estorsioni, sequestri e tratta di esseri umani. Secondo stime di centri di ricerca e istituzioni internazionali, l’economia della droga in Messico genera decine di miliardi di dollari l’anno, una cifra paragonabile a settori industriali legali, con un impatto profondo su occupazione informale, corruzione e flussi finanziari transnazionali. Il narcotraffico rappresenta così una componente strutturale dell’economia sommersa messicana, con ramificazioni negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.
Il rischio: una guerra interna al CJNG
Il ministro della Sicurezza Omar García Harfuch ha definito la morte di El Mencho “un colpo decisivo” al cartello. Ma esperti e analisti avvertono che la decapitazione del leader potrebbe scatenare una guerra di successione, replicando scenari già visti con il cartello di Sinaloa dopo l’arresto di El Chapo. Il figliastro Juan Carlos Valencia è considerato l’erede naturale, ma altri capi locali – “El Sapo”, “El Jardinero”, “Tio Lako”, “Doble R” – potrebbero contendersi il controllo, con il rischio di un’escalation armata.
Allarme sicurezza per i Mondiali 2026
L’instabilità preoccupa anche per i grandi eventi sportivi. Guadalajara, capitale dello Stato di Jalisco, dovrebbe ospitare partite della Coppa del Mondo 2026, ma media locali riferiscono che la FIFA starebbe monitorando la situazione e che alcune gare sono in fase di valutazione per motivi di sicurezza.
Messico a un bivio
La morte di El Mencho è una vittoria simbolica per lo Stato, ma potrebbe aprire una fase ancora più violenta. Il narcotraffico resta una forza economica e politica capace di influenzare territori, istituzioni e flussi globali, rendendo la stabilità del Paese una sfida strutturale di lungo periodo.









