La nuova Shanghai è in Perù

Un porto gigantesco destinato a essere lo snodo del trasporto via mare tra il Sudamerica e l’Asia. È a Chancay, diventato un pezzo di Cina oltreoceano

La nuova Shanghai è in Perù

La Cina ha scelto il Perù. Si dovrebbe dire ancora una volta, visto che la seconda economia al mondo già da tempo estrae risorse preziose, come argento, rame, e zinco. In questo caso, invece, si parla di un porto destinato a essere il più grande hub del commercio marittimo di tutta l’America Latina. Un’impresa ingegneristica, quasi pronta, destinata a cambiare il mercato internazionale e gran parte di quello via mare. È l’ultima tappa inanellata dalla Silk Road (la Via della Seta), con cui il gigante asiatico sta costruendo l’alternativa economica all’emisfero nord del globo.

Con la doppia crisi creata dai missili all’imboccatura del Mar Rosso che impediscono alle navi di passare per Suez e quella idrica che costringe Panama, ormai quasi a secco, a dimezzare il transito dei cargo sul suo canale, Chancay si propone come la nuova porta di accesso all’Asia dirottando sull’Oceano Pacifico la maggior parte del traffico commerciale marittimo.

Con una rotta che punta direttamente sulla Cina, le navi raggiungeranno la meta in 10-13 giorni. Un risparmio di 30 rispetto ai 45 giorni necessari finora per risalire tutta la costa del Pacifico fino al Messico e, da qui, tagliare verso Ovest.  

A costruire il porto ci ha pensato Cosco, la China Ocean Shipping (group) Company. Una holding del mare, controllata dal governo di Pechino, che gestisce 34 porti nel mondo, 11 fuori dalla Cina (Rotterdam, Pireo, Valencia, Bilbao, Anversa, Seattle, Hong Kong, Singapore, Abu Dhabi, Suez, e Amburgo). Ha una flottiglia di 1.300 navi, muove qualcosa come 140 milioni di container l’anno.

Gli Usa sono preoccupati sebbene da una decina d’anni abbiano abbandonato il Sud America. Nel frattempo, la Cina ha raggiunto la sua ultima tappa della Via della Seta, collegando il Brasile all’Asia attraverso l’Amazzonia e poi il Pacifico. Risparmierà costi e tempi nei trasporti ora confinati sull’altra sponda, nell’Atlantico. Il Perù si prepara a un futuro che lo pone al centro del subcontinente australe.

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