
Doveva essere una cena di alto profilo (quella in programma il 20 gennaio) tra i grandi del potere politico e finanziario globale. Si è trasformata invece in un braccio di ferro diplomatico tra Stati Uniti ed Europa, sotto le luci del Forum economico mondiale di Davos.
Lagarde si alza e se ne va
Nel pieno del confronto, Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha lasciato il tavolo in segno di dissenso. Un gesto raro e altamente simbolico, che fotografa il livello di tensione crescente tra Bruxelles e l’amministrazione Donald Trump.
Le critiche alla Casa Bianca
Solo poche ore prima, in un’intervista alla CNN, Lagarde aveva criticato apertamente l’approccio dell’amministrazione Usa: un mix di incertezza economica, pressioni politiche e minacce commerciali che, secondo la numero uno della Bce, rischiano di pesare su imprese e crescita globale. Da qui l’appello a un’Europa più autonoma, capace di difendersi e riformarsi.
La replica di Lutnick: “Il capitalismo ha un nuovo sceriffo”
Parole che non sono piaciute a Howard Lutnick, segretario al Commercio Usa e uomo chiave nella strategia dei dazi di Trump. Durante la cena, Lutnick ha rilanciato la linea dura già espressa sul Financial Times: la globalizzazione è fallita, le istituzioni multilaterali anche, e il capitalismo ha ora “un nuovo sceriffo”.
Europa nel mirino
Seduto accanto al rappresentante commerciale Usa Jamieson Greer e al ceo di BlackRock Larry Fink, Lutnick ha attaccato frontalmente l’Europa: economia poco competitiva, politiche energetiche sbagliate e un eccesso di attenzione alle rinnovabili. Meglio, secondo lui, tornare al carbone. Non solo: ha anche ironizzato sull’idea di un’Europa più unita e indipendente dagli Stati Uniti.
Fischi, tensione e tentativi di mediazione
La reazione non si è fatta attendere. Secondo diverse testimonianze, Lagarde ha abbandonato la sala, mentre altri partecipanti hanno accolto l’intervento di Lutnick con buu, fischi e interruzioni, costringendo Larry Fink a richiamare alla calma. La versione ufficiale del Dipartimento del Commercio Usa minimizza: “Solo una persona ha fischiato, Al Gore”. Ma il clima era ormai compromesso.
Il termometro di Davos segna rosso
Davos, da sempre cartina di tornasole degli equilibri globali, segnala così un peggioramento netto dei rapporti tra Europa e amministrazione Trump. Sullo sfondo restano le tensioni su Groenlandia, energia, migrazioni e politiche industriali.


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