Cuba apre ai privati petrolio, gas e farmaceutica: svolta storica per rilanciare un'economia in crisi

L'Avana autorizza per la prima volta le imprese private a operare in comparti strategici come energia e farmaceutica. Una mossa senza precedenti per affrontare la peggiore crisi economica degli ultimi decenni, pur mantenendo il controllo dello Stato socialista.

Apre ai privati petrolio, gas e farmaceutica

Cuba compie uno dei passi più significativi dalla rivoluzione del 1959. Con un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il governo ha autorizzato piccole e medie imprese private e cooperative non statali a operare in alcuni settori finora riservati allo Stato, tra cui la distribuzione di carburanti, l'estrazione di petrolio e gas naturale e parte dei servizi farmaceutici.

L'obiettivo è rilanciare un'economia messa in ginocchio da anni di recessione, carenza di valuta estera, blackout energetici, inflazione elevata e drastica riduzione delle importazioni.

Energia al centro della riforma

L'apertura riguarda soprattutto il comparto energetico, oggi uno dei punti più critici dell'economia cubana. Il Paese soffre infatti una cronica scarsità di combustibili, mentre le infrastrutture elettriche obsolete hanno provocato frequenti interruzioni di corrente che hanno rallentato produzione industriale, turismo e attività commerciali.

Per le attività minerarie di grandi dimensioni resteranno invece obbligatori gli investimenti esteri o le joint venture con lo Stato.

Più mercato, ma senza rinunciare al socialismo

Il governo dell'Avana ha precisato che le nuove misure non rappresentano una privatizzazione dell'economia. L'impresa statale socialista continuerà a mantenere un ruolo centrale, mentre il settore privato sarà chiamato a integrare l'attività pubblica nei comparti ritenuti strategici.

Restano invece completamente esclusi dall'apertura i settori dell'informazione, delle telecomunicazioni e dei media, che continueranno a essere sotto il pieno controllo statale.

Una risposta alla crisi economica

Negli ultimi anni Cuba ha attraversato una delle fasi economiche più difficili della sua storia recente. La pandemia, il calo del turismo internazionale, la diminuzione delle forniture energetiche dal Venezuela, le persistenti sanzioni statunitensi e l'elevata inflazione hanno ridotto drasticamente il potere d'acquisto della popolazione e favorito una crescente emigrazione.

L'apertura ai privati rappresenta quindi un tentativo pragmatico di attrarre investimenti, aumentare la produzione interna e ridurre la dipendenza dalle importazioni, senza modificare formalmente l'impianto socialista dell'economia.

Una nuova fase per Cuba

La riforma conferma come anche uno degli ultimi sistemi economici completamente pianificati stia cercando nuove formule per garantire crescita e stabilità. Resta ora da capire se l'ingresso dei privati nei settori dell'energia e della farmaceutica riuscirà realmente ad aumentare gli investimenti, migliorare la produttività e alleviare le difficoltà quotidiane dei cittadini cubani.

La sfida dell'Avana sarà trovare un equilibrio tra apertura economica e controllo politico, in un contesto internazionale sempre più complesso.

Fonte
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