
La seconda economia mondiale si trova davanti a una sfida che va ben oltre dazi, export e guerra tecnologica con gli Stati Uniti: la crescente sfiducia delle nuove generazioni nel proprio futuro.
Negli ultimi anni milioni di giovani cinesi hanno aderito al movimento “Tang Ping” (“sdraiarsi”), una forma di protesta silenziosa che rifiuta la competizione estrema, la pressione lavorativa e la corsa al successo che hanno caratterizzato il boom economico del Paese.
GIOVANI SENZA FIDUCIA NEL FUTURO
Secondo numerosi analisti, alla base del fenomeno vi sono la debolezza del mercato del lavoro, la crisi immobiliare, l'aumento del costo della vita e le difficoltà crescenti nell'accedere alla casa e nel costruire una famiglia.
Negli ultimi anni Pechino ha dovuto affrontare livelli elevati di disoccupazione giovanile, tanto da modificare in più occasioni i criteri statistici utilizzati per misurarla. Parallelamente, il rallentamento dell'economia e il crollo del settore immobiliare hanno ridotto le opportunità per milioni di laureati.
LA BOMBA DEMOGRAFICA CHE PREOCCUPA PECHINO
A rendere il quadro ancora più complesso è la crisi demografica. Dopo decenni di politica del figlio unico, la Cina registra oggi un rapido invecchiamento della popolazione e un numero di nascite ai minimi storici.
Secondo il demografo Yi Fuxian, autore dell'analisi pubblicata da Project Syndicate, il Paese rischia di trovarsi intrappolato in una spirale composta da meno giovani, meno lavoratori e minore crescita economica. Un problema che potrebbe influire sulla competitività della Cina e sulla sostenibilità del suo sistema sociale nel lungo periodo.
LA RISPOSTA DEL GOVERNO
Le autorità cinesi guardano con preoccupazione al fenomeno. In passato alcuni media statali hanno definito il movimento “Tang Ping” come una minaccia ai valori della crescita e dello sviluppo nazionale.
Nel frattempo Pechino sta cercando di rilanciare consumi, occupazione e natalità attraverso incentivi economici, sussidi alle famiglie e misure a sostegno del mercato del lavoro. Tuttavia, molti osservatori ritengono che invertire la tendenza richiederà anni.
La sfida per la leadership cinese non è più soltanto mantenere elevati tassi di crescita, ma convincere una generazione sempre più disillusa che il futuro può ancora offrire opportunità.







