
L’India accelera e supera il Giappone, conquistando il quarto posto tra le maggiori economie del mondo. Secondo la revisione economica di fine anno del governo indiano, il Pil nominale ha raggiunto quota 4,18 trilioni di dollari, un livello sufficiente a scalzare Tokyo e a consolidare la traiettoria di crescita più rapida tra le grandi economie globali.
La corsa verso il podio
L’obiettivo ora è dichiarato: terzo posto mondiale entro tre anni, alle spalle di Stati Uniti e Cina, superando la Germania. Le stime ufficiali di Nuova Delhi indicano un Pil potenziale di 7,3 trilioni di dollari entro il 2030, sostenuto da demografia, digitalizzazione, investimenti infrastrutturali e reshoring industriale favorito dalle tensioni geopolitiche globali.
Una crescita che cambia i consumi
Ma il vero dato strutturale non è solo macroeconomico. L’India sta assistendo all’emersione di una nuova classe media urbana di centinaia di milioni di persone, con redditi ancora lontani dagli standard occidentali ma sufficienti per alimentare nuovi modelli di consumo aspirazionale.
Zudio contro Zara, AFC contro KFC
Nasce così l’industria del “falso premium”: marchi locali che imitano estetica, naming e posizionamento dei brand globali, offrendo prodotti a prezzi accessibili. Zudio al posto di Zara, AFC al posto di KFC: non copie illegali, ma versioni indiane, pensate per chi vuole “sembrare arrivato” senza poter ancora spendere come le élite.
Il fattore geopolitico
A rafforzare la posizione indiana contribuiscono anche le scelte strategiche delle multinazionali, che diversificano le catene di fornitura fuori dalla Cina. L’India si propone come fabbrica alternativa del mondo, forte di costi competitivi, mercato interno enorme e stabilità istituzionale relativa rispetto ad altre aree emergenti.
Il sorpasso che cambia gli equilibri
Il superamento del Giappone non è solo simbolico: segna il definitivo spostamento del baricentro economico globale verso l’Asia meridionale. E mentre Tokyo resta una potenza tecnologica e finanziaria, è l’India a rappresentare oggi la combinazione più esplosiva di crescita, popolazione e ambizione.
Il messaggio ai mercati
Per investitori e aziende internazionali il segnale è chiaro: l’India non è più “il futuro”, è il presente. E la nuova economia indiana, fatta di acciaio, chip, software e “quasi-lusso”, è destinata a ridisegnare i consumi globali nei prossimi dieci anni.








