
L’Economic Survey del governo indiano indica una crescita del Pil tra il 6,8% e il 7,2% per l’anno fiscale 2026-27, che inizierà ad aprile. A riportarlo è l’agenzia Pti, citando il documento che anticipa le linee guida di politica economica dell’esecutivo di Nuova Delhi.
Il confronto con l’anno in corso
La previsione risulta leggermente inferiore a quella per il 2025-26, quando il ministero delle Statistiche stima un’espansione del 7,4% (anno fiscale in chiusura il 31 marzo 2026). Un segnale di normalizzazione dopo anni di crescita molto sostenuta.
Il trend degli ultimi anni
I dati ufficiali confermano una traiettoria ancora solida: +6,5% nel 2024-25; +9,2% nel 2023-24. Numeri che mantengono l’India tra le economie a più rapida crescita a livello globale.
I motori della crescita
Secondo l’Economic Survey, a sostenere l’economia restano consumi interni, investimenti infrastrutturali, digitalizzazione e manifattura (anche grazie alle politiche di reshoring e agli incentivi alla produzione). Il mercato domestico, con oltre 1,4 miliardi di abitanti, continua a essere un fattore chiave di resilienza.
Rischi e incognite globali
Sul fronte dei rischi, il governo segnala un contesto internazionale più complesso: tensioni geopolitiche, volatilità dei prezzi energetici, condizioni finanziarie globali ancora restrittive e incertezze sul commercio mondiale. Variabili che potrebbero incidere sul ritmo di crescita nel medio periodo.
Il ruolo dell’India nello scacchiere globale
Con un Pil in forte espansione e un peso crescente nelle catene del valore, l’India consolida il suo ruolo di polo alternativo tra Occidente e Asia orientale, attirando investimenti e rafforzando i legami con Ue, Stati Uniti e Paesi emergenti.





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