L’Ue avverte l’Italia: “Senza investimenti al Sud, tagli ai fondi strutturali”

La Commissione al Governo italiano: “Violate le regole sul principio di addizionalità”. Le risorse stanziate nella manovra sono sufficienti?

Bruxelles avverte: “Senza investimenti al Sud, tagli ai fondi strutturali”

Se non verrà mantenuto un adeguato livello di investimenti pubblici nel Mezzogiorno, l’Italia rischia un taglio dei fondi strutturali. È l’allarme della Commissione Ue, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al governo “indicando le cifre più che preoccupanti sugli investimenti al Sud, che sono in calo e non rispettano i livelli previsti per non violare la regola Ue dell’addizionalità”. Lo ha spiegato il direttore generale per la Politica regionale della Commissione Ue, Marc Lemaitre.

Per garantire un effettivo impatto economico, il principio di addizionalità garantisce che i fondi strutturali non sostituiscano la spesa pubblica, ma che rappresentino un valore aggiunto. L’impegno contenuto nell’accordo di partenariato siglato dall’Italia e da Bruxelles per il 2014-2016 era di investire al Sud risorse pubbliche pari allo 0,47% del Pil del Mezzogiorno, mentre - indica la lettera della Commissione - i dati parlano dello 0,40%. Il gap di 0,07 punti percentuali equivale a circa il 20% in meno di risorse pubbliche spese sul territorio.

La Commissione chiede quindi al governo quali misure intende intraprendere per invertire la tendenza e garantire un adeguato livello d'investimenti al Sud. Nel caso in cui non fossero rispettati gli impegni presi con Bruxelles, la Commissione potrebbe attuare una rettifica finanziaria, che si tradurrebbe in un taglio dei fondi strutturali.

“Non conosco nessun altro Paese con una situazione così debole” per quanto riguarda gli investimenti pubblici, ha detto Lemaitre. A questo punto resta da capire: le risorse previste nella manovra sono sufficienti?

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