Mattarella: “L’Ue ha necessità di una politica estera e di sicurezza comune”. E sferza gli investitori

Messaggio del capo dello Stato al Forum Ambrosetti: “Le risorse pubbliche messe in campo (dall’Ue, ndr) sono imponenti, tali da creare, con i suoi programmi di innovazione, una cornice favorevole agli investimenti privati che sono attesi per alimentare una fase ancora più positiva di rilancio”

Mattarella: “Politica estera comune necessaria”. E sferza gli investitori

L'Unione Europea ha la “necessità di una politica estera e di sicurezza comune”. A sottolinearlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al forum Ambrosetti di Cernobbio, rimarcando come l’Ue debba impegnarsi per dare il proprio contributo “alla causa della pace, dello sviluppo, della sicurezza e della stabilità internazionale”.

“La globalizzazione dei mercati importa che avvenga contemporaneamente alla diffusione dei diritti, per il raggiungimento della piena dignità delle persone in ogni angolo del mondo – aggiunge Mattarella -. È materia in cui l’Ue si è mossa, sin qui, troppo timidamente e che rappresenta, al contrario, la naturale continuazione di quella sovranità condivisa destinata anche a garantire, ai cittadini europei, la prosecuzione di una esperienza di crescita e progresso che non ha eguali. L’Europa non può permettersi di essere assente da scenari ed eventi le cui conseguenze si ribaltano sui Paesi che la compongono e dalla definizione delle regole che presiedono alle relazioni internazionali.”

“Le risorse pubbliche messe in campo sono imponenti, tali da creare, con i suoi programmi di innovazione, una cornice favorevole agli investimenti privati che sono attesi per alimentare una fase ancora più positiva di rilancio”, sottolinea il capo dello Stato.

“Le previsioni, per l’Italia, guardano, nel 2021 ad una crescita del Pil pari al 6% e nel 2022 al 4,4%, al quinto posto tra i Paesi del G20, con un incremento a due cifre della produzione industriale – conclude Mattarella -. La forte volontà politica, che è stata all’origine delle scelte proposte dalla Commissione Europea e sostenute dalla approvazione del Parlamento Europeo, ha consentito di superare le diverse sensibilità presenti nell’Unione e di dar vita a una dimensione operativa senza precedenti che costituisce una vera e propria svolta.”

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