
Dopo due anni sotto pressione, l’economia della Germania torna a crescere. Nel 2025 il Prodotto interno lordo tedesco è aumentato dello 0,2% rispetto al 2024, secondo i dati ufficiali dell’Ufficio federale di Statistica (Destatis). Al netto degli effetti di calendario, la crescita si attesta allo 0,3%, un dato che segna la fine tecnica della recessione e l’inizio di una fase di stabilizzazione.
Consumi delle famiglie in ripresa
Il debole rimbalzo dell’economia è stato guidato principalmente dai consumi interni. Dopo anni di incertezza, nel 2025 le famiglie tedesche hanno aumentato la spesa per beni e servizi, sostenendo l’attività economica. Anche la spesa pubblica ha contribuito positivamente, con investimenti e consumi dello Stato a supporto della domanda aggregata.
Export in calo, industria sotto stress
Se il fronte interno mostra segnali di vita, l’export tedesco ha invece frenato. La diminuzione delle esportazioni ha parzialmente compensato la crescita interna, riflettendo un quadro internazionale più difficile: rallentamento della domanda globale, incertezze legate ai mercati emergenti e pressioni competitive, soprattutto dal blocco asiatico.
Germania sotto la lente dell’Ue
La ripresa tedesca arriva in un contesto europeo caratterizzato da una crescita moderata. Secondo le ultime proiezioni della Commissione europea, l’area euro dovrebbe registrare un modesto aumento del Pil nel 2026, con Germania, Francia e Italia in lenta ripresa. Tuttavia, la dipendenza dall’export e le vulnerabilità di certi settori industriali restano elementi di rischio per la locomotiva europea.
L’effetto inflazione e tassi
Il 2025 ha visto livelli di inflazione più contenuti rispetto agli anni immediatamente precedenti, e la politica monetaria della Banca centrale europea ha fornito un contesto più favorevole ai consumi e agli investimenti. Tuttavia, i costi del credito e i livelli dei tassi di interesse continuano a pesare sugli investimenti delle imprese, frenando una ripresa più robusta.
Mercato del lavoro: luci e ombre
Parallelamente alla lieve espansione del Pil, il mercato del lavoro tedesco ha mostrato segnali di stabilità, con tassi di occupazione in leggera crescita e disoccupazione su livelli contenuti rispetto alla media europea. Resta però il nodo della produttività, che fatica a riprendere slancio in alcuni settori chiave dell’economia.
Verso il 2026: opportunità e rischi
Il passaggio dalla recessione alla crescita, seppur moderata, rappresenta un primo passo verso la normalizzazione dell’economia tedesca, dopo anni di shock globali, pressioni inflazionistiche e dinamiche geopolitiche complesse. Per consolidare questi segnali positivi, però, Berlino dovrà continuare a puntare su innovazione, competitività e domanda interna, senza perdere di vista i principali partner commerciali.




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