Germania in recessione profonda: il Pil scenderà del 4,2%

Nel 2° trimestre 2020 il Pil segnerà il -9,8%. Il valore più basso dal 1970. Una brutta notizia per l’Italia, la cui economia è strettamente connessa a quella tedesca

Recessione profonda: il Pil 2020 scenderà del 4,2%

La Germania vivrà una profonda recessione a causa del coronavirus, il Paese è però solido e può far fronte alla crisi. È questa la previsione dei principali istituti economici tedeschi, che stimano nel 2020 un crollo del Pil del 4,2%.

Mentre la riduzione del Pil nel primo trimestre dovrebbe attestarsi all’1,9%, nel secondo la caduta potrebbe arrivare al 9,8%. Si tratta del calo più marcato mai registrato nel paese da quando i conti nazionali trimestrali sono diventati disponibili nel 1970. E per fare un paragone recente, la crescita del primo trimestre 2009 (nel pieno della crisi finanziaria) era scesa meno della metà.

La disoccupazione aumenterà nel corso dell’anno, ma resterà su livelli ‘accettabili’: 5,9%.

Inoltre, il pacchetto di misure anticrisi predisposte dal governo porterà a un deficit di bilancio pari a 159 miliardi di euro. E il rapporto debito/Pil salirà al 70% quest’anno.

Nel 2021 la prima economia europea dovrebbe rimbalzare, segnando una crescita del 5,8%.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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