La crisi del debito greco ha lasciato il paese affamato e i bambini malnutriti

È quasi mezzogiorno e nel principale negozio di pesce della città di Marathon - una città a circa quarantadue chilometri a nord-est di Atene - non ci sono clienti. E sul banco non ci sono scampi e aragoste ma pesci più abbordabili. È uno degli effetti della crisi del debito greco che ha lasciato la popolazione affamata e denutrita, sebbene il paese si stia lentamente riprendendo.

Anche i bambini sono stati duramente colpiti dalla recessione esplosa nel 2009, quando l'economia ellenica è crollata costringendo il Governo a sottoscrivere il più grande salvataggio internazionale di sempre.

Circa il 14% dei bambini greci è malnutrito, il doppio rispetto al 2008. Secondo le Nazioni Unite, un quarto dei bimbi vivono in povertà e i loro genitori sono costretti a dipendere dalle pensioni dei nonni. Ma gli assegni previdenziali hanno subito 13 tagli dal 2009.

Così, secondo il rapporto del Transnational Institute, il 9% dei bambini non ha un pasto giornaliero a base di proteine. Gli esperti, tuttavia, sospettano che la cifra reale sia ben più alta.

La potente chiesa greco-ortodossa si è impegnata e continua a fornire generi alimentari a circa 60 mila persone al giorno. Ma è una goccia nell’oceano.

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