Lavitola? Perché abbia messo la bomba dubito lo sapremo mai, in certi mondi oscuri trovare la verità non è semplice.
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“La bomba fatta esplodere presso l’abitazione di Sigfrido Ranucci è un fatto gravissimo. Lavitola? Perché abbia messo la bomba dubito lo sapremo mai, in certi mondi oscuri trovare la verità non è semplice”. Rosaria Capacchione ha fatto la giornalista tutta la vita. Quando scriveva del clan dei Casalesi attorno era silenzio e indifferenza, vive da anni sotto scorta. È stata senatrice del Pd, ma le è bastata una legislatura.
“Anche io sarei andata a mangiare spaghetti ai ricci per raccogliere notizie; anche io andavo dove sapevo che avrei visto cose e persone. Ognuno può essere amico di chiunque, ma il punto - spiega Capacchione - è un altro ed è il rapporto di amicizia con la fonte. Quella fonte si chiama Lavitola e sorgono due domande: chi usa chi? Come fai a essere sicuro di non essere usato?”.
E, poi, “bisogna avere cura dei rapporti che costruiamo. Ancor di più se si tratta di fonti dubbie. Mi riferisco a fonti legate a rapporti con servizi segreti e ambienti massonici. In questo caso ci vuole rigidità, non ci si costruisce un’amicizia. Io uso una regola perché quella persona, che avrebbe interesse a tacere, mi racconta una notizia? Devo saperlo per evitare di finire nella trappola. A volte diventa impossibile scoprirlo ed è meglio evitare. Evitare in ogni modo”.
Infine, la chiosa finale di Capacchione: “La costruzione del mito, tipica di questa stagione, contribuisce a causare la caduta di un sistema quando crolla l’eroe di turno”.




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