
A Davos, nel cuore del World Economic Forum in corso in Svizzera, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un duro avvertimento all’Unione europea e ai suoi leader, definendo il continente “diviso” e “perso” di fronte agli Stati Uniti e al presidente Donald Trump. Secondo Zelensky, l’Europa non ha ancora sviluppato una strategia autonoma di sicurezza, dipendendo troppo dalle decisioni di Washington.
Il “giorno della marmotta”
Zelensky ha aperto il suo intervento paragonando la situazione al film Il giorno della Marmotta: “Un anno fa ho detto qui che l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato”, ha sottolineato, ribadendo la sua frustrazione per mancanza di progressi concreti nelle politiche di difesa e sicurezza.
Divisioni e indecisione
Nel suo discorso, Zelensky ha raccontato come a Kiev ricevano suggerimenti di non menzionare certi armamenti—come i missili Tomahawk o Taurus—per non “rovinare l’atmosfera” tra Ucraina e alleati occidentali. Ha criticato l’UE per essere diventata un “insieme di piccole e medie potenze” incapaci di agire in modo tempestivo di fronte ai pericoli globali.
Sanzioni e asset russi
Una delle critiche più forti si è concentrata sull’utilizzo degli asset russi congelati in Europa: sebbene fossero stati bloccati, secondo Zelensky non sono stati messi a disposizione per sostenere la difesa ucraina, un fallimento che ha definito frutto della mancanza di volontà politica. Lo stesso vale, ha detto, per la mancata creazione di un tribunale internazionale sui crimini di guerra russi.
Dipendenza dalla NATO e dagli Usa
Zelensky ha poi puntato il dito sulla dipendenza europea dagli Stati Uniti per la sicurezza: “L’Europa si affida alla convinzione che se dovesse sorgere un pericolo, la NATO e gli Stati Uniti interverranno. Ma cosa succede se non è così?”, ha chiesto, sollevando dubbi sulla capacità dell’Alleanza di agire concretamente.
Trilaterale in vista e dialogo con Trump
Al WEF, Zelensky ha incontrato Donald Trump per discutere della guerra in Ucraina. Entrambi hanno definito l’incontro “positivo e produttivo”, in particolare sul tema della difesa aerea e della cooperazione continua. Zelensky ha confermato che si svolgeranno colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia negli Emirati Arabi Uniti, segnando un nuovo capitolo nei tentativi di costruire un accordo di pace.
Una critica forte ma costruttiva?
Pur ringraziando alcuni partner per il sostegno, Zelensky ha ribadito che senza un impegno chiaro e condiviso dell’Europa e degli Usa non ci sarà una strategia vincente contro l’aggressione russa. “Quando siamo uniti siamo invincibili”, ha detto, esortando l’Europa a trovare coraggio, autonomia e prontezza nel definire il proprio futuro strategico.







