
Per la prima volta dopo oltre un anno e mezzo, i 27 Paesi dell’Unione Europea hanno approvato all’unanimità le conclusioni del Consiglio Europeo sull’Ucraina.
Tra le novità più significative figura il rinnovo annuale delle sanzioni economiche contro la Russia, una scelta che rafforza la pressione politica e finanziaria su Mosca nel lungo periodo.
Stop alla normalizzazione della Russia
I leader europei hanno inoltre ribadito che, fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura, non dovrà esserci una piena normalizzazione della presenza russa negli eventi sportivi e culturali internazionali.
Una posizione che conferma la linea dura dell'UE e che arriva mentre continua il dibattito sul ruolo della Russia nelle grandi manifestazioni artistiche e sportive globali.
Mosca sotto attacco
Sul terreno, il conflitto continua a intensificarsi. Nelle ultime ore l'Ucraina ha lanciato uno dei più massicci attacchi con droni contro il territorio russo dall'inizio della guerra, colpendo infrastrutture energetiche e aree urbane nell'area di Mosca.
Le autorità russe hanno segnalato danni a edifici civili, aeroporti e impianti strategici, mentre le operazioni di difesa aerea sono state attivate su vasta scala.
Zelensky alza i toni
"Se l'Ucraina brucia, anche Mosca brucerà". Con queste parole il presidente Volodymyr Zelensky ha rivendicato la strategia di colpire obiettivi economici e logistici russi per aumentare il costo della guerra per il Cremlino.
Mosca ha risposto promettendo nuovi attacchi contro infrastrutture considerate cruciali per lo sforzo bellico ucraino, alimentando il timore di un'ulteriore escalation.
La guerra entra in una nuova fase
Mentre NATO e alleati occidentali confermano il sostegno militare a Kiev, il conflitto appare sempre più caratterizzato da attacchi in profondità contro infrastrutture energetiche, raffinerie, aeroporti e centri logistici.
L'unità ritrovata dell'Unione Europea e il rafforzamento delle sanzioni indicano che Bruxelles si prepara a una crisi ancora lunga, nella convinzione che la pressione economica e politica resti uno degli strumenti principali per sostenere Kiev e contenere le ambizioni del Cremlino.









