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Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, è stato rieletto presidente del Brasile con 64,25 milioni di voti e il 51,79% dei consensi, contro il 48,21% di Flávio Bolsonaro. La vittoria segna un passaggio storico: Lula è il primo candidato, dal ritorno alla democrazia nel 1985, a conquistare la presidenza dopo essere arrivato secondo al primo turno.
Caos sulla proroga del voto
La giornata elettorale è stata segnata dalle polemiche sui trasporti pubblici e dal maltempo. Su richiesta delle campagne, il ministro della Corte suprema Cristiano Zanin ha disposto un’estensione dell’orario di voto fino alle 19, ma l’annuncio è arrivato a ridosso della chiusura prevista: diversi seggi avevano già terminato le operazioni. La proroga è stata poi limitata alle sezioni ancora aperte.
Flávio Bolsonaro non riconosce la sconfitta
Il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro ha annunciato che chiederà l’annullamento del voto, denunciando una presunta disparità di trattamento tra gli elettori. La contestazione, tuttavia, non equivale all’annullamento delle elezioni: il risultato ufficiale proclamato dal Tribunale superiore elettorale resta quello della vittoria di Lula.
Un Brasile ancora diviso
La sfida ha confermato la profonda polarizzazione politica del Paese, tra il progetto progressista del Partito dei lavoratori e la destra legata alla famiglia Bolsonaro. Lula si prepara così a un quarto mandato presidenziale, non consecutivo, con la promessa di governare per tutti i brasiliani e con il compito di ricomporre divisioni che il voto ha reso ancora una volta evidenti.










