Occupazione record nell'Ue. Ma l’Italia resta indietro

Occupazione record. Ma l’Italia resta indietro

Nel secondo trimestre 2018 sono stati registrati 158 milioni di occupati nell'eurozona e 238,9 milioni nell'Ue. Si tratta dei "livelli più alti mai registrati in entrambe le aree". A comunicarlo è Eurostat.

L'occupazione ha visto un aumento dello 0,4% tra aprile e giugno rispetto al primo trimestre sia nell’eurozona che nell’Ue, pari a una crescita annua, dell’1,5% e 1,4%. Dopo il picco negativo raggiunto nel 2013 il tasso di occupazione in entrambe le aree è cresciuto sensibilmente, ma a livello nazionale emergono valori fortemente eterogenei.

In Italia, ad esempio, l'occupazione è salita dello 0,5% nel secondo trimestre, dopo lo 0,2% rilevato nei primi tre mesi. Il che si traduce su base annua nello 0,9%. Non molto. Tuttavia, dopo dieci anni, l'Istat attesta il "recupero dei livelli occupazionali pre-crisi". Nel secondo trimestre è stato raggiunto e superato il numero degli occupati dello stesso periodo del 2008 e il tasso di occupazione nella classe di età 15-64 anni (non destagionalizzato) è tornato al medesimo livello (59,1%). Ma la distanza dalla media europea resta siderale, avendo toccato nel 2017 il 72,2%.

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