Il percorso a ostacoli per sbloccare il Recovery Fund tra tasse e parlamenti nazionali

Per attingere ai fondi è necessario l’ok di tutti i Paesi membri all’aumento di 0,6 punti percentuali al tetto delle risorse proprie. Ciò comporterà nuove forme di tassazione sulla plastica non riciclata, sulle imprese digitali, sulle emissioni del trasporto aereo e marittimo

Il percorso per sbloccare il Recovery Fund tra tasse e parlamenti nazionali

Prima che i 750 mld previsti dal Recovery Fund siano davvero disponibili, sarà necessario l’ok di tutti i Paesi membri - e, dove previsto, dei rispettivi Parlamenti nazionali (nei Paesi federali come la Germania voteranno anche i land) - all’aumento di 0,6 punti percentuali al tetto delle risorse proprie da destinare al bilancio dell’Ue.

Alcuni già le chiamano ‘eurotasse’. Si tratta di imposte riscosse a livello nazionale, ma il cui gettito viene trasferito alle casse comunitarie di Bruxelles.

L’aumento delle risorse proprie esistenti e l’introduzione di nuove eurotasse sulla plastica non riciclata, sulle imprese digitali, sulle emissioni del trasporto aereo e marittimo e con un meccanismo di adeguamento delle emissioni carboniche alla frontiera servirà, secondo il nuovo piano Ue di ripresa, a garantire il rientro delle somme entro il 2058.

Ma come per ogni materia che riguarda il bilancio, occorrerà l’unanimità dei Paesi membri. 

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