
Le parole della cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves hanno riaperto un dibattito che sembrava chiuso dal referendum del 2016: la Brexit. Parlando alla London School of Economics, Reeves ha definito l’Unione Europea “il più grande premio”, persino più importante di Stati Uniti e India per il commercio britannico, sottolineando la centralità del mercato europeo per la crescita del Regno Unito.
Riallineamento alle regole UE: una svolta politica
Reeves ha aperto alla possibilità di riallineare unilateralmente standard e regolamenti britannici a quelli europei per abbattere le barriere commerciali. Un cambio di rotta significativo rispetto alla narrativa post-Brexit, che punta a ridurre costi burocratici, attrarre investimenti e facilitare l’export verso il principale partner commerciale del Paese.
Mobilità giovanile, Erasmus e cooperazione economica
Il governo Starmer guarda anche a nuovi accordi di mobilità per gli under 30, sul modello dei visti temporanei di lavoro e studio, e a un rafforzamento dei programmi educativi come Erasmus, già rientrato ma con costi elevati per Londra. L’obiettivo è rilanciare scambi, capitale umano e produttività, in un contesto di crescita stagnante e calo degli investimenti post-Brexit.
Geopolitica e difesa: Londra guarda a Bruxelles
Il riavvicinamento ha anche una dimensione strategica: il Regno Unito valuta un coinvolgimento nel fondo europeo per la difesa “SAFE”, in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e nuove politiche protezionistiche statunitensi. Per Londra, l’UE rappresenta oggi un’àncora di stabilità economica e politica.
La Brexit come tema elettorale: un referendum di fatto
Secondo il Telegraph, Starmer potrebbe trasformare le prossime elezioni in una sorta di “secondo referendum sulla Brexit”, puntando su un rapporto più stretto con Bruxelles per recuperare consenso. Il premier laburista attacca apertamente Nigel Farage, simbolo dell’uscita dall’UE, mentre l’opinione pubblica britannica mostra segnali crescenti di disillusione sugli effetti economici della Brexit, con diversi sondaggi che indicano una maggioranza favorevole a un riavvicinamento all’Unione.
Brexit, bilancio economico e futuro del Regno Unito
Otto anni dopo il referendum, il Regno Unito affronta ancora frizioni commerciali, calo della produttività e minori flussi di investimenti rispetto ai Paesi UE. Il dibattito non è più su un rientro formale nell’Unione, ma su quanto Londra sia disposta ad allinearsi alle regole europee per rilanciare crescita, commercio e peso geopolitico.



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