Midterm, il Senato resta repubblicano e la Camera passa ai democratici

Sondaggi confermati. Trump: "Enorme successo". Casa Bianca: "Onda azzurra dei democratici? È un'increspatura"

Midterm, il Senato resta repubblicano e la Camera passa ai democratici

Questa volta i sondaggi sono stati confermati. Nelle elezioni statunitensi di midterm, la maggioranza alla Camera passa ai democratici, mentre il Senato resta saldamente nelle mani dei repubblicani.

Il primo ad essere eletto è stato Jennifer Wexton, 50 anni, avvocato, che ha conquistato ufficialmente in Virginia un seggio importante battendo la repubblicana Barbara Comstock. Poi, la prevista vittoria della democratica progressista Alexandra Ocasio-Cortez, eletta nel suo distretto per la Camera nello Stato di New York: con i suoi 29 anni diventa il più giovane membro del Congresso della storia americana. Altro primato quello della democratica Rashida Tlaib, figlia di immigrati dalla Palestina, che diventa la prima donna musulmana ad essere eletta al Congresso americano, nel suo distretto per la Camera in Michigan.

Tornando allo Stato di New York, Andrew Cuomo è stato riconfermato governatore, sconfitto lo sfidante repubblicano Marc Molinaro: per lui sarà il terzo mandato, alla pari del padre Mario Cuomo, anche lui a capo dello Stato per tre legislature. E nel suo appassionato discorso della vittoria, Cuomo è sembrato echeggiare la possibilità che si possa candidare per le presidenziali del 2020.

Per i repubblicani – che vincono anche in Florida – scontata invece la vittoria di Greg Abbott, 60 anni, forte sostenitore del presidente Donald Trump, rieletto governatore del Texas: si è aggiudicato senza difficoltà il suo secondo mandato alla guida dello Stato battendo lo sfidante democratico Lupe Valdez, sceriffo della contea di Dallas.

Adesso i democratici non hanno più molto da temere per l’Obamacare, la riforma sanitaria che più di ogni altra cosa rappresenta l’eredità politica di Barack Obama. Così come appare inevitabile che l’inchiesta sul Russiagate riprenda vigore. E si ritorna a parlare di impeachment.

Saranno, infatti, i democratici da questo momento a dettare i termini dell’agenda politica alla Camera, costringendo gli avversari e lo stesso inquilino della Casa Bianca a spostarsi verso il centro dello scacchiere politico. È questo il destino che toccò a Ronald Reagan dopo le elezioni di metà mandato del 1982 - in seguito alle quali dovette rinunciare alla Rivoluzione Conservatrice promessa nel 1980 - come nel 1994 a Bill Clinton, che disse addio al suo progetto di riforma sanitaria.

Anche se può sembrare controintuitivo, in entrambi i casi i presidenti usciti sconfitti dalle elezioni di metà mandato hanno, poi, vinto due anni più tardi.

Governatori, Senato, Camera: i risultati

Camera

220 democratici (guadagnati 27)

193 repubblicani (persi 27)

Senato

45 democratici (2 p.)

51 repubblicani (2 g.)

Governatori

22 democratici (7 g.)

25 repubblicani (7 p.)

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