La ‘rivolta’ dei generali contro Trump

L’accusa dei militari: il capo della Casa Bianca vuole dividere gli Stati Uniti

La ‘rivolta’ dei generali contro Trump

L’ex capo del Pentagono James Mattis guida la ‘rivolta’ dei generali contro Donald Trump.

Per i leader militari, il presidente Usa ha superato la linea rossa minacciando di usare le forze armate contro i manifestanti che protestano per la morte di George Floyd.

Se il ministro della Difesa Usa Mark Esper, ex ufficiale dell’esercito, ha subito preso le distanze, Mattis è andato oltre. “Trump vuole dividere gli Usa - scrive sull’Atlantic -. Siamo testimoni delle conseguenze di questo sforzo deliberato”.

Contro Trump anche l’ex generale John Kelly, suo ex capo di gabinetto ed ex ministro per la Sicurezza nazionale.

Mattis e Kelly, oltre al generale Herbert Raymond McMaster, erano considerati gli ‘uomini forti’ del presidente. Ma Trump ha fatto l’errore di dare per scontato il loro assenso.

Alla fine del 2018, McMaster, Kelly e Mattis erano già tutti a casa. Quella che traballa ora è la poltrona di Esper.

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I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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