Il traffico è azzerato ma l’inquinamento aumenta

In apparente controtendenza, le sostanze inquinanti tenute sotto controllo (a cominciare dal PM10) non sono diminuite negli ultimi dieci giorni nonostante il blocco progressivo del traffico

Il traffico è azzerato ma l’inquinamento aumenta

Nella stragrande maggioranza delle città italiane le qualità dell’aria è peggiorata dopo dieci giorni di “traffico zero”. Dappertutto si presenta più o meno lo stesso quadro, da Torino a Napoli, passando per Milano e Roma.

Tutte le sostanze inquinanti tenute sotto controllo (a cominciare dal PM10) non sono affatto diminuite negli ultimi dieci giorni nonostante il blocco progressivo del traffico. Al contrario, i dati più recenti indicano persino un’impennata.

Eppure le auto sono completamente ferme. Ma allora, l’inquinamento non è colpa del traffico. O quanto meno, se si fermano i veicoli la situazione non migliora. ​Si può ipotizzare che ci sono i riscaldamenti delle abitazioni e il particolato rimane in terra se non piove.

Tutto cio’sembra contraddirsi con le immagini dal satellite (diffuse nei giorni scorsi) che mostravano una situazione migliore dal punto di vista delle sostanze inquinanti. In realtà è così, ma sono immagini di una macroarea come la Pianura Padana che ha risentito positivamente dello stop forzato delle grandi fabbriche del Nord.

Invece, dove ci sono le centraline (e quindi le persone che respirano), lo scenario è decisamente negativo.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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