
Il Bella Tola, piccolo ghiacciaio sopra Saint-Luc, nel Canton Vallese, sembra ormai aver cessato di esistere. Al suo posto rimangono solo nevai e frammenti di ghiaccio che potrebbero dissolversi rapidamente.
Il glaciologo Matthias Huss, responsabile di GLAMOS, la rete svizzera di monitoraggio dei ghiacciai, lo aveva già indicato nel 2021 tra i ghiacciai svizzeri più esposti al rischio di scomparsa. Nel 2023 la sua superficie era ormai ridotta a circa sette campi da calcio.
Un'estate iniziata male
Il 2026 potrebbe accelerare ulteriormente il processo. L'inverno 2025-26 ha lasciato sui ghiacciai svizzeri circa il 25% di neve in meno rispetto alla media 2010-2020, secondo GLAMOS. Un deficit particolarmente significativo in Vallese, Ticino e Grigioni.
E a fine giugno è arrivato il cosiddetto “Glacier Loss Day”: da quel momento, ogni litro di acqua di fusione comporta una perdita netta di massa glaciale. A giugno 2026 il ritmo di fusione era già vicino ai livelli record del 2022.
Oltre 1.000 piccoli ghiacciai già scomparsi
Il fenomeno non riguarda soltanto il Bella Tola. La Svizzera ha già perso oltre 1.000 piccoli ghiacciai. Tra il 2016 e il 2023, l'inventario nazionale ha registrato la scomparsa di 159 ghiacciai, pari all'11% del totale censito.
Il dato più impressionante riguarda però il volume: tra il 2015 e il 2025 i ghiacciai svizzeri hanno perso circa un quarto della loro massa. Solo nel 2025 la perdita è stata di circa 3%, pari a 1,4 km³ di ghiaccio, il quarto peggior risultato dall'inizio delle misurazioni moderne.
Il 2026 potrebbe essere un altro anno nero
Il record assoluto resta il 2022, quando la Svizzera perse circa il 6% del volume glaciale in un solo anno. Ma i dati disponibili a giugno 2026 mostrano una dinamica preoccupante: il ritmo di fusione è circa il doppio della media osservata nel decennio 2010-2020.
Per sapere quanti altri ghiacciai potrebbero essere definitivamente scomparsi quest'anno bisognerà attendere le misurazioni di fine estate e il bilancio glaciale annuale.
Non è soltanto una questione paesaggistica
La scomparsa dei ghiacciai significa perdere una riserva naturale di acqua fondamentale per gli ecosistemi e per i bacini idrici alpini. E il loro arretramento contribuisce anche a rendere più instabili alcune aree di alta montagna, aumentando il rischio di crolli di roccia e ghiaccio.
Il Bella Tola, dunque, non è soltanto un ghiacciaio in meno sulla mappa delle Alpi. È un altro segnale visibile della rapidità con cui sta cambiando l'ambiente alpino.



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