
Dal 1° al 13 agosto, secondo i dati del LaMMA – il Consorzio pubblico della Regione Toscana e del CNR che monitora clima e ambiente – la temperatura massima media a Firenze Peretola è arrivata a circa 39°C, contro i 37,1°C del Cairo.
Il confronto è stato definito dagli stessi ricercatori una “provocazione”, proprio per evidenziare l'eccezionalità dell'ondata di calore. Il 12 agosto Firenze ha raggiunto 40,2°C, mentre al Cairo il picco è stato di circa 40°C.
Il dato non significa naturalmente che Firenze abbia un clima più caldo di quello egiziano: è il confronto relativo a una specifica finestra temporale a rendere il risultato così sorprendente.
Un’anomalia che va oltre il record giornaliero
Il problema è soprattutto la distanza dalle medie climatiche. Secondo LaMMA, l'anomalia delle temperature fiorentine in questa fase dell'estate arriva a circa +6°C rispetto al periodo 1991-2000 e supera i +7°C rispetto al trentennio 1961-1990.
E il fenomeno non riguarda soltanto Firenze. Il bimestre giugno-luglio 2026 è risultato il secondo più caldo mai registrato in Toscana dal 1955, con una temperatura media regionale di 25,6°C, dietro soltanto al 2003. A Firenze le giornate con temperature massime superiori a 36°C sono state ben 27, così come le notti tropicali, con minime sopra i 20°C.
Il Mediterraneo accumula energia
La questione non riguarda soltanto l'aria. Anche il Mediterraneo sta registrando temperature molto elevate, aumentando il potenziale energetico disponibile per fenomeni meteorologici estremi.
Il commissario del LaMMA Francesco Meneguzzo ha parlato di un Mediterraneo occidentale che ha accumulato una quantità di energia “assolutamente spaventosa”, con possibili conseguenze sugli eventi estremi dei prossimi mesi.
È uno degli aspetti più delicati del nuovo scenario climatico mediterraneo: mari più caldi possono contribuire ad alimentare precipitazioni intense e fenomeni estremi quando arrivano irruzioni di aria più fresca.
La Toscana è già dentro una nuova normalità climatica
I dati degli ultimi anni mostrano una tendenza strutturale. Il 2024 è stato l'anno più caldo mai registrato in Toscana dal 1955, con una temperatura media superiore di 1,35°C rispetto al periodo 1991-2020 e di ben 2,3°C rispetto al 1961-1990.
Anche il 2025 si è mantenuto su livelli eccezionali: è stato il quarto anno più caldo dal 1955, con un'anomalia di +1,11°C rispetto al 1991-2020 e +2,05°C rispetto al 1961-1990.
Firenze cambia per adattarsi al caldo
Per una città come Firenze, una delle principali destinazioni turistiche d'Europa, il caldo estremo non è soltanto una questione meteorologica.
Le amministrazioni sono chiamate a ripensare gli spazi urbani attraverso più alberi, ombreggiamento, aree verdi, superfici permeabili e “depavimentazioni”, soprattutto lungo i percorsi maggiormente frequentati dai turisti.
L'obiettivo è ridurre l'isola di calore urbana, fenomeno per cui cemento e asfalto accumulano energia durante il giorno e la rilasciano lentamente durante la notte.
Il problema non è più soltanto “quanto fa caldo”
Il caso di Firenze racconta qualcosa di più ampio. Il cambiamento climatico sta modificando la frequenza con cui le città mediterranee sperimentano temperature estreme.
La Toscana ha già registrato nel 2024 il suo anno più caldo della serie storica dal 1955 e il 2025 è rimasto ai vertici.
La sfida, dunque, non è soltanto ridurre le emissioni. È anche adattare città, infrastrutture, turismo, sistemi sanitari e gestione dell'acqua a un clima che è ormai diverso da quello sul quale sono state progettate gran parte delle nostre città.
Firenze più calda del Cairo: un confronto che fa riflettere
Il dato di agosto può sembrare quasi incredibile. Ma proprio per questo è significativo.
Firenze non è diventata improvvisamente una città egiziana. È il clima mediterraneo che sta cambiando.
E il vero record potrebbe non essere rappresentato dai 40°C raggiunti in una singola giornata, ma dalla crescente frequenza con cui temperature un tempo eccezionali stanno diventando parte della nuova normalità estiva.









