L’Artico brucia

Temperature da record in Siberia. E gli incendi nell’Artico superano quelli del 2019

L’Artico brucia

Copernicus Climate Change rivela che le temperature medie di giugno sono simili a quelle da record registrate a livello mondiale nel 2019.

Le temperature eccezionalmente elevate sono state monitorate nella Siberia artica. Quella media di tutto il territorio della regione è stata di oltre 5 gradi al di sopra della norma e di oltre un grado superiore alla temperatura del periodo dal 2018 al 2019, che ha registrato i due mesi di giugno più caldi di sempre.

Nel frattempo, Copernicus Atmosphere Monitoring Service ha registrato numerosi incendi nel circolo polare artico, superiori a quelli record registrati a giugno 2019. Al momento sono 300 i focolai attivi.

Sia il numero che l’intensità degli incendi in Siberia e in alcune parti dell’Alaska sono aumentati così tanto da metà giugno da provocare nell'Artico le più alte emissioni di carbonio su base mensile - 59 milioni di tonnellate di CO2 - da quando sono iniziate le registrazioni nel 2003.

L’11 luglio il servizio aereo di Protezione forestale russo ha dichiarato che stava cercando di spegnere 136 incendi su 43.000 ettari. Sebbene possa sembrare paradossale i pompieri stanno usando esplosivi per contenere gli incendi e ‘seminare’ nuvole con ioduro d’argento - è un composto a reticolo covalente dell'argento e dello iodio - per stimolare la pioggia. Tuttavia, altri 159 incendi sono considerati troppo remoti e costosi da gestire.

Nell’Artico, dove il sole non tramonta mai in estate, la luce solare riscalda la superficie terrestre tutto il giorno, rendendo ancora più difficile lo spegnimento.

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