
Per anni Elon Musk ha ripetuto che la Luna era solo una tappa secondaria e che l’obiettivo finale era Marte. Ora la rotta cambia: SpaceX mette in pausa il pianeta rosso e punta alla Luna come priorità assoluta. Secondo il Wall Street Journal, l’azienda ha rinviato una missione marziana prevista per il 2026 e concentrerà risorse sull’obiettivo NASA: un allunaggio senza equipaggio nel marzo 2027, preludio a una presenza umana permanente.
Artemis e l’asse con la NASA
La nuova strategia si inserisce nel programma Artemis, con cui la NASA punta a riportare astronauti sulla Luna dopo oltre mezzo secolo. SpaceX è il partner chiave per il lander lunare, basato sul razzo Starship, progettato per trasportare equipaggi e rifornimenti in orbita. L’allunaggio con equipaggio potrebbe arrivare tra il 2028 e l’inizio degli anni 2030, in un contesto di crescente competizione geopolitica con Cina e Russia per il controllo dello spazio cislunare.
Starship: il razzo riutilizzabile più grande della storia
Al centro della strategia c’è Starship, un razzo alto oltre 120 metri e completamente riutilizzabile, pensato per ridurre drasticamente il costo per chilogrammo in orbita. Per rispettare la timeline NASA, SpaceX dovrà dimostrare rifornimenti in orbita e lanci ad alta frequenza, un obiettivo tecnologico senza precedenti.
xAI e data center nello spazio: la nuova frontiera
Il cambio di rotta arriva dopo l’acquisizione della startup xAI, che ha portato la nuova entità a una valutazione stimata di 1,25 trilioni di dollari. Musk immagina data center in orbita e sulla Luna, alimentati da energia solare e lontani dai vincoli terrestri: una visione che unisce spazio, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali globali. “I centri dati spaziali finanzieranno basi lunari autosufficienti e, in futuro, una civiltà su Marte”, ha dichiarato Musk.
IPO e maxi-strategia industriale
SpaceX starebbe valutando una quotazione in Borsa già nei prossimi mesi, una mossa che potrebbe diventare una delle più grandi IPO tecnologiche di sempre. L’obiettivo è raccogliere capitali per finanziare l’espansione spaziale e l’infrastruttura IA globale, rafforzando l’ecosistema Musk che già include Tesla, X e Neuralink.
La pressione della concorrenza: Bezos entra in scena
Nel frattempo Blue Origin di Jeff Bezos accelera sul fronte lunare. L’azienda ha ridotto il focus sul turismo suborbitale per concentrarsi su un sistema di allunaggio semplificato. La NASA stessa ha sottolineato l’importanza della concorrenza per evitare ritardi e dipendenze da un solo fornitore.
Marte resta nel mirino (ma più lontano)
Musk aveva pianificato cinque missioni Starship verso Marte entro il 2026, sfruttando la finestra orbitale favorevole. Oggi ammette che le probabilità sono basse e che la priorità è consolidare la presenza lunare. La Luna diventa così un trampolino strategico per Marte, ma anche un campo di battaglia per il controllo delle future infrastrutture spaziali.
La nuova corsa allo spazio: tecnologia, geopolitica e IA
La virata di SpaceX segna un cambio di paradigma: lo spazio non è più solo esplorazione, ma infrastruttura critica per dati, energia e potere tecnologico. La Luna, da simbolo della Guerra Fredda, diventa il nuovo hub della competizione tra big tech e superpotenze.





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