Dopo eBay e Google, anche Amazon lascia la Cina

Dopo eBay e Google, anche Amazon lascia Pechino

Il dominio globale di Amazon rimane inconfutabile. Ma, in Cina, la quota del mercato e-commerce del gigante tecnologico statunitense è scesa a meno dell'1% lo scorso anno. Quindi, forse non è una sorpresa che l'azienda, che ha sede a Seattle, abbia confermato questa settimana che chiuderà le sue attività sul mercato nazionale nella seconda più grande economia del mondo.

A partire da metà luglio i consumatori cinesi non saranno più in grado di acquistare prodotti commercializzati e prodotti localmente attraverso Amazon Cina. L'ammissione della sconfitta in Cina - dove un tempo la multinazionale Usa aveva conquistato una quota del 16% - erode il potenziale di crescita futuro della più grande società quotata al mondo per valore di mercato.

Nonostante un rallentamento dell'economia cinese, l'e-commerce continua a crescere nel paese: nel 2018, le vendite online di beni di consumo sono cresciute del 31% su base annua guidate da due colossi cinesi. Con oltre 500 milioni di utenti mensili attivi, Tmall.com ha aumentato le vendite totali di quasi un terzo nel quarto trimestre, rispetto allo stesso periodo del 2017, e ora ha una quota di mercato del 61,5%. JD è al secondo posto con il 24,2%. Amazon era al sesto posto con un misero 0,6%.

La Cina non è un terreno facile anche per altri big dell’economia globale. Tra questi, eBay (uscito dal mercato cinese nel 2006) e Google che hanno rispettivamente abbandonato la Cina nel 2006 e 2010.

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