Paradossi italiani: pochi laureati e poco pagati. Succede l'opposto negli altri paesi

Paradossi italiani: pochi laureati e poco pagati
Paesi OCSE

L’Italia ha la metà dei laureati rispetto alla media degli altri paesi Ocse. E quei pochi hanno salari bassi. Un risultato dovuto alla preferenza per le facoltà umanistiche. Ma anche ai tagli a risorse e docenti registrati nell’università italiana.

Il nostro Paese rappresenta un’eccezione dal momento che, generalmente, i paesi che hanno meno laureati sono anche quelli in cui questi ultimi hanno un maggiore “potere di contrattazione” e, di conseguenza, un maggiore “premio” salariale.

Per quel che concerne i costi, l'Ocse stima tasse universitarie medie che ammontano a 1.700 dollari americani annui, un valore più basso rispetto a Stati Uniti, Cile, Spagna e Paesi Bassi, ma superiore rispetto a molti paesi europei, in alcuni dei quali l’istruzione universitaria è completamente gratuita.

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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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