In Italia si lavorerà più a lungo: nel 2029 pensione di vecchiaia a 67 anni e 6 mesi

L’invecchiamento della popolazione sta ridisegnando il sistema previdenziale: l’età pensionabile continua a salire mentre la spesa per le pensioni raggiungerà il 17,1% del PIL nel 2041. Poi inizierà una lenta discesa, fino al 14% nel 2070.

Si lavorerà più a lungo: nel 2029 pensione di vecchiaia a 67 anni e 6 mesi

In Italia l’età per la pensione di vecchiaia è collegata all’andamento della speranza di vita. Secondo le nuove proiezioni della Ragioneria Generale dello Stato (RGS), si passerà dai 67 anni attuali a 67 anni e un mese nel 2027, 67 anni e tre mesi nel 2028, 67 anni e sei mesi nel 2029 e 67 anni e otto mesi nel 2031.

Gli incrementi del 2027 e del 2028 sono già previsti dalla normativa, mentre quelli successivi sono proiezioni legate all’evoluzione demografica e della speranza di vita.

Anche la pensione anticipata diventa più lontana

L’aumento dei requisiti riguarda anche chi vuole lasciare il lavoro senza attendere l’età pensionabile ordinaria.

Nel 2029, secondo le proiezioni RGS, serviranno 43 anni e 4 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 4 mesi per le donne. Nel 2031 il requisito salirebbe rispettivamente a 43 anni e 6 mesi e 42 anni e 6 mesi.

Il sistema italiano, quindi, lega sempre più strettamente l’uscita dal mercato del lavoro all’evoluzione della longevità.

Il vero problema è demografico

Dietro l’aumento dell’età pensionabile c’è una trasformazione molto più profonda: l’Italia sta invecchiando e la popolazione in età lavorativa si riduce.

Le numerose generazioni nate durante il baby boom stanno progressivamente raggiungendo la pensione. Di conseguenza aumenta il rapporto tra pensionati e lavoratori che finanziano il sistema attraverso i contributi.

È questo, secondo la RGS, uno dei principali motivi per cui la spesa pensionistica continuerà a crescere nei prossimi quindici anni.

La spesa pensionistica toccherà il 17,1% del PIL

Le proiezioni indicano un picco della spesa pensionistica al 17,1% del PIL nel 2041, livello che dovrebbe essere sostanzialmente mantenuto anche nei tre anni successivi.

L’aumento sarà solo in parte compensato dall’innalzamento dei requisiti per andare in pensione e dalla progressiva estensione del sistema contributivo, nel quale l’importo dell’assegno dipende principalmente dai contributi versati durante la vita lavorativa.

Dopo il 2045 la spesa inizierà a scendere

La curva dovrebbe successivamente invertirsi. La RGS stima una spesa pensionistica pari al 16,2% del PIL nel 2050 e al 14% nel 2070.

A determinare la riduzione saranno soprattutto la progressiva uscita dal sistema delle generazioni del baby boom, la piena applicazione del metodo contributivo e l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

Pensioni, sanità e assistenza: l’altra grande pressione sui conti pubblici

Il problema non riguarda soltanto le pensioni. Considerando anche sanità e assistenza di lungo periodo, la spesa pubblica collegata all’invecchiamento della popolazione dovrebbe passare dal 22,1% del PIL nel 2023 al 23,2% nel 2030, per raggiungere un massimo del 25,5% nel 2044.

Successivamente dovrebbe scendere gradualmente, arrivando al 23% del PIL nel 2070.

Il dato evidenzia quanto l’invecchiamento demografico rappresenti una questione strutturale per la finanza pubblica italiana, ben oltre il solo sistema previdenziale.

Il confronto internazionale

L’Italia è tra i Paesi dell’OCSE maggiormente esposti all’invecchiamento demografico. Secondo l’Organizzazione con sede a Parigi, la spesa pubblica italiana per le pensioni era intorno al 16% del PIL nel 2023, uno dei livelli più elevati dell’area.

Allo stesso tempo, il Paese deve fare i conti con una popolazione in età lavorativa destinata a diminuire sensibilmente nei prossimi decenni. Meno lavoratori significa una base contributiva più ridotta proprio mentre cresce il numero delle persone anziane.

La sfida italiana: più anziani, meno lavoratori

Il caso italiano fotografa una delle grandi sfide delle economie avanzate: come finanziare pensioni, sanità e assistenza in una società con una quota crescente di anziani e una popolazione lavorativa destinata a ridursi.

Fonte
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