Si riduce la disoccupazione ma scendono anche le ore lavorate

I dati Istat sul secondo trimestre confermano un quadro debole

Si riduce la disoccupazione ma scendono anche le ore lavorate

Nel secondo trimestre dell'anno, l'Istat traccia - nei confronti del primo periodo del 2019 - una riduzione degli inattivi, cioè coloro che non hanno lavoro né lo cercano, con il tasso dei senza lavoro che scende al 9,9% e un leggero aumento dell'occupazione (+0,6%). Significa 130 mila occupati in più: salgono i dipendenti, sia a termine che permanenti, e in misura minore anche gli indipendenti.

Ma il quadro resta fragile. Le ore lavorate sono infatti scese leggermente su base congiunturale (-0,1% sul trimestre precedente) e hanno rallentato la loro crescita in termini tendenziali (+0,4%), cioè rispetto all'anno prima.

"Queste dinamiche del mercato del lavoro - si legge nella nota - si inseriscono in una fase di sostanziale ristagno dell'attività economica confermata, nell'ultimo trimestre, da una variazione congiunturale nulla del Pil".

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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