I lavori del futuro? Sono digitali. È un dato di fatto

I millennials hanno idee confusissime sul proprio futuro lavorativo. Un consiglio su quali saranno le professioni più richieste in Italia viene da Letizia Moratti, numero uno di Ubi Banca

I lavori del futuro? Sono digitali. È un dato di fatto

Quali sono le professioni vincenti dell’immediato futuro, anzi già oggi? Alla domanda risponde una elegante signora milanese di 70 anni, Letizia Moratti, intervistata da Rainews.

Si è parlato, nei giorni a cavallo tra il passaggio d’anno, quale potesse essere la donna del 2020. Forse non lo sarà di quest’anno, ma la Moratti è certamente stata protagonista per due decenni. 20 anni fa è stata ministro dell’Istruzione con il governo Berlusconi, poi prima donna sindaco di Milano e successivamente prima donna presidente Rai. Ora presiede uno dei colossi bancari italiani, Ubi.

Con una tale esperienza, di vertice e trasversale settorialmente, Letizia Moratti non ha difficoltà a “vedere” le professionalità del futuro. Il futuro è verde e quindi, spiega: “Innanzitutto tutto ciò che riguarda la sostenibilità, in particolare energy managers”. Esperti di energie rinnovabili, dunque, di economia circolare e del riciclo, di mobilità pulita. “Gli energy managers saranno molto richiesti”.

E poi tutte le figure del digitale, come data scientists ed esperti di protezione dei dati”. E non si tratta di lavori di prospettiva. Sono già lavori estremamente appetibili per le aziende. “Sono professioni già molto richieste dal mercato – dice la presidente di Ubi – si fa fatica a trovare data scientists”.

Un insider advise quindi molto utile, non solo per i teen-ager ma anche per italiani più adulti che, è il caso di dire, volessero riciclarsi e – dopo l’approfondimento della materia – trovare una nuova occupazione ben retribuita.

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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