Cuneo fiscale, il taglio è legge: nuovo bonus di 100 euro. Ma quello da 80 scompare

Dal primo luglio, al posto del ‘bonus 80 euro’ introdotto da Renzi, viene riconosciuto direttamente in busta paga un nuovo bonus di 100 euro al mese per i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 8.174 e 28.000 euro. Per i redditi superiori (e fino a 40.000 euro) è invece prevista una detrazione fiscale

Cuneo fiscale: bonus di 100 euro. Ma quello da 80 scompare

Via libera al taglio del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti. Il provvedimento dopo l’ok del Senato è stato approvato definitivamente alla Camera.

Che nel nostro paese ci sia un problema legato alla tassazione sul lavoro ce lo ricordano i dati. Con un cuneo fiscale - che esprime la differenza tra il costo sostenuto dal datore e la retribuzione netta percepita dal dipendente - per un lavoratore medio senza figli pari al 47,9%, l’Italia si è collocata nel 2018 al terzo posto (dopo Belgio e Germania) nella classifica dei Paesi Ocse.

Il decreto legge, attuando una norma della Legge di Bilancio che ha stanziato 3 miliardi per il 2020 e 5 mld per il 2021 per la riduzione del carico fiscale, estende così la platea dei percettori dell’attuale ‘bonus Irpef di 80 euro’ (introdotto dal governo Renzi) che, quindi, viene abrogato a partire dal prossimo primo luglio.

Per i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 8.174 euro e 28.000 euro, il bonus è riconosciuto direttamente in busta paga per un importo pari a 100 euro al mese, mentre per i redditi superiori, e fino a 40.000 euro, è invece prevista una nuova detrazione fiscale. 

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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