Conte: “Vogliamo prevenire la disoccupazione”

Il governo aggiunge 4 settimane di cig. Ma, tra cassa ordinaria, quella in deroga, cigs, fondo di integrazione salariale e fondi bilaterali di categoria, sono quasi 30 gli strumenti in campo. Il premier: “Riformare le misure di protezione sociale. Il meccanismo attuale è farraginoso”

Conte: “Vogliamo prevenire la disoccupazione”

L’Inps fa sapere di aver “sostanzialmente liquidato” tutte le richieste di cassa integrazione ricevute fino al 14 maggio (oltre 5 milioni) e il governo mette una toppa al decreto Rilancio, allungando di 4 settimane la possibilità per imprese e lavoratori di usufruire della cassa integrazione Covid.

“Vogliamo prevenire ed evitare la disoccupazione, si tratta di una politica molto onerosa dal punto di vista finanziario, ma in Italia non vogliamo la disoccupazione”, ha spiegato Conte, anticipando che il consiglio dei Ministri avrebbe approvato un nuovo decreto per consentire alle imprese che hanno già esaurito le prime 14 settimane di ammortizzatori di proseguire con la cig per un altro mese.

“L’obiettivo del governo è garantire la cassa integrazione a tutti i lavoratori, per tutto il tempo che sarà necessario nella fase di debolezza dell’attività economica”, ha aggiunto il premier che ha poi detto di voler riformare le misure di protezione sociale e la cassa integrazione, perché il meccanismo attuale è “farraginoso”.

Progetto confermato dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che sostiene di voler semplificare gli strumenti di accesso agli ammortizzatori (tra cassa ordinaria, cigs, cassa in deroga, fondo di integrazione salariale e fondi bilaterali di categoria sono quasi 30 gli strumenti in campo).

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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