Sala: “Stesso stipendio a Milano e Reggio Calabria? Sbagliato, il costo della vita è diverso”

Scivolone del sindaco di Milano che torna a parlare di ‘gabbie salariali’. Ma il nostro Paese ha bisogno di tutt’altro

Sala: “Stesso stipendio a Milano e al Sud? Il costo della vita è diverso”
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala

“È chiaro che se un dipendente pubblico, a parità di ruolo, guadagna gli stessi soldi a Milano e a Reggio Calabria è intrinsecamente sbagliato, perché il costo della vita in quelle due realtà è diverso”.

Alle parole del sindaco (progressista) di Milano risponde il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola (anche lui progressista): “Non voglio polemizzare con Sala ma il problema non è quello delle gabbie salariali. La pubblica amministrazione deve essere trasformata, ma è una responsabilità nazionale, non delle singole parti del Paese”.

Gli amministratori e il governo farebbero piuttosto bene a riflettere su come rilanciare il Mezzogiorno. Infatti, di un Sud più forte economicamente beneficeremmo tutti, in un paese dove la ‘questione meridionale’ è secolare e uno dei problemi principali è la desertificazione industriale del Meridione, al pari di bassi tassi di occupazione e livelli di produttività modesti. Questi ultimi due punti sono in realtà aspetti cha attanagliano da lungo tempo tutto il Paese, caratterizzato da un’economia afflitta da nanismo industriale e specializzazione in ambiti perlopiù low-tech.

La soluzione dunque non è certo intervenire sulle retribuzioni dei lavoratori che vivono in regioni che già soffrono un grave ritardo infrastrutturale e dei servizi. Le gabbie salariali non farebbero altro che accentuare questo ritardo.

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Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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