
La protesta dei liceali francesi è entrata in una nuova fase il 1° ottobre, con 1.949 persone fermate dalle forze dell’ordine, secondo il ministero dell’Interno. Dall’inizio della mobilitazione sono stati inoltre segnalati centinaia di feriti tra studenti e personale scolastico.
900 azioni in tutta la Francia
Il movimento, nato nella regione parigina, si è rapidamente esteso a tutto il Paese: le autorità hanno censito circa 900 blocchi o episodi collegati alla protesta. Oltre 160 licei sono stati chiusi e circa 30 campus universitari sono stati coinvolti nella mobilitazione.
Incendi e aggressioni
La situazione è particolarmente tesa a Marsiglia, dove alcuni dirigenti del lycée Victor Hugo sarebbero stati aggrediti e cosparsi di benzina. In altre città sono stati segnalati incendi e danneggiamenti, mentre un mezzo dei vigili del fuoco è stato incendiato nella zona del lycée Saint-Exupéry. A Rouen e Auchel sono stati inoltre feriti dirigenti scolastici.
Cosa chiedono gli studenti
Dietro la protesta ci sono rivendicazioni legate soprattutto alle condizioni della scuola pubblica: più insegnanti e personale, sostituzione dei docenti assenti, maggiori risorse, edifici scolastici più sicuri e adeguati e critiche al sistema Parcoursup, utilizzato per l'accesso all'istruzione superiore.
Il governo accusa LFI
Dopo una riunione di crisi presieduta dal premier Sébastien Lecornu, Matignon ha parlato di una vera e propria “bascule de violence” e ha riferito che i servizi di intelligence considerano le violenze una mobilitazione organizzata da La France Insoumise (LFI) e da gruppi dell’ultrasinistra.
LFI respinge l'accusa e sostiene che la protesta sia nata spontaneamente dal deterioramento delle condizioni scolastiche, accusando a sua volta il governo di alimentare la tensione. Si tratta quindi di una ricostruzione contestata, non di un fatto giudiziariamente accertato.
Scuole verso la didattica a distanza
Per garantire la sicurezza, il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha annunciato che gli istituti nei quali non sarà possibile garantire condizioni sicure potranno passare alle lezioni a distanza. Oltre 400 istituti saranno chiusi venerdì, secondo l'ultimo aggiornamento del governo. Geffray incontrerà inoltre associazioni studentesche e rappresentanti dei genitori.
La crisi arriva sul bilancio 2027
La protesta esplode proprio mentre il governo francese è alle prese con la preparazione della legge di bilancio 2027, in un contesto di forte pressione sui conti pubblici. La questione dell’istruzione si intreccia così con il più ampio confronto politico sul futuro della spesa pubblica e sul modello sociale francese, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali del 2027.
Dalla protesta per la scuola agli scontri nelle strade: la Francia affronta una nuova escalation sociale, mentre il governo cerca di separare le rivendicazioni degli studenti dalle violenze e di riportare il movimento sotto controllo.









