Crollano i salari: persi 1000 euro in 7 anni. In Germania e Francia sono aumentati

In Italia è diminuita la presenza delle alte qualifiche. Quella basse sono, invece, aumentate. E su 15 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato, 12 milioni hanno una retribuzione lorda annua sotto i 30 mila euro

Crollano i salari: persi 1000 euro in 7 anni. In Germania e Francia salgono

I salari hanno perso mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni. A sostenerlo è un rapporto della Fondazione Di Vittorio, che compara le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti italiani con quelle degli altri grandi Paesi europei.

L’evidenza empirica non ammette repliche: in Italia gli stipendi si sono ridotti mentre, ad esempio, in Germania e Francia sono saliti. In Italia dal 2010 al 2017 si è verificata una perdita di 1.059 euro: se nel 2010 la retribuzione media reale (ovvero al netto dell’inflazione) era di 30.272 euro, nel 2017 è scesa a quota 29.214. Al contrario, il lavoratore dipendente tedesco nel 2010 riceveva già in media una retribuzione lorda più alta di quello italiano, collocandosi a quota 35.621 euro e nel 2017 è salito a 39.446. Il lavoratore francese nel 2010 guadagnava 35.724 euro, cifra poi lievitata a 37.622 nel 2017

La Fondazione Di Vittorio punta l’indice soprattutto sul part time e i lavori discontinui, che la metodologia Ocse include nella rilevazione. Ebbene, le retribuzioni per i lavoratori a tempo parziale in Italia sono più basse della media dell’Eurozona: valgono il 70,1% del full time a fronte dell’83,6%.

C’è un’altra ragione che riconduce alla carenza di capitale umano: in Italia si è ridotta la presenza delle alte qualifiche (7 punti percentuali in meno in questo ultimo ventennio). Quella basse sono, invece, aumentate di 2 punti percentuali. Non stupisce, pertanto, che nel complesso, su 15 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato, 12 milioni hanno una retribuzione lorda annua sotto i 30 mila euro (e di questi circa 4,3 mln sono sotto i 10 mila).

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