
Abituati a sentire parlare di litio, nichel e terre rare, pochi conoscono il rutenio, un metallo prezioso del gruppo dei platinici. Bianco-argenteo, durissimo e resistente agli acidi, è oggi al centro di un boom inatteso che lo rende uno dei materiali più richiesti e costosi sul mercato globale.
Perché il rutenio è indispensabile
La sua importanza è esplosa grazie agli hard disk magnetici (HDD): un sottilissimo strato di rutenio tra i piatti magnetici consente di archiviare più dati in meno spazio, garantendo durata e resistenza alla corrosione. In pratica, senza rutenio, il cloud e l’intelligenza artificiale non avrebbero la stessa capacità di crescita.
Prezzi in volo e produzione limitata
Dopo aver toccato quota 850 dollari l’oncia nel 2021, il rutenio si era stabilizzato. Ma dal 2025 i prezzi sono tornati a correre, superando nuovamente gli 800 dollari. Il motivo? Una domanda sempre più forte e una produzione che resta ferma a sole 30 tonnellate l’anno.
Il paradosso del platino
Non esistono miniere dedicate: il rutenio è un sottoprodotto del platino. Ma l’attuale scarso interesse per quest’ultimo frena anche l’offerta di rutenio, alimentando ulteriormente la tensione sui mercati. Una dinamica opposta a quella vista con il cobalto, precipitato di prezzo per l’eccesso di produzione legato al rame.
Dalla materia prima alla speculazione finanziaria
Oltre che indispensabile per la tecnologia, il rutenio sta diventando anche un asset finanziario. Fondi e derivati lo trasformano in uno strumento di speculazione, con investitori pronti a guadagnare da ogni oscillazione di prezzo. Il rischio? Che l’industria tecnologica si trovi a pagare i costi di un mercato sempre più finanziarizzato.