Un impianto che produce gas senza inquinare. Messo in funzione in Islanda da un'azienda tedesca

L’azienda tedesca Ruv ha messo in funzione in Islanda uno stabilimento per produrre gas che non determina alcun impatto ambientale. “L’unica cosa che si può vedere è il vapore acqueo che fuoriesce dalla torre di raffreddamento”, sostiene il ceo Bernd Eulitz

Avviato impianto che produce gas senza inquinare

Prendono l'aria così com'è e rimuovono polvere, anidride carbonica e altre impurità. Poi la raffreddano a meno 200 gradi Celsius. L'ossigeno, che è riutilizzato in ambito sanitario, e l’azoto vengono, quindi, isolati dal gas e venduti in forma liquida. Il processo è realizzato da Ruv, l’azienda tedesca che ha messo in funzione uno stabilimento che produce, appunto gas, nel sud-ovest dell’Islanda.

Solo 1-2 addetti lavorano all’interno dell’impianto

L’impianto è gestito dall’impresa locale Ísaga e si trova nella città di Vogar sulla penisola di Reykjanes. La posizione è stata scelta per la sua vicinanza ai clienti principali, che operano nel settore della pesca. La particolarità è che sono soltanto uno o due i dipendenti che lavorano quotidianamente all'interno dello stabilimento, che viene gestito elettronicamente da Reykjavík.

Impianto non inquinante

Il ceo dell’azienda tedesca, Bernd Eulitz, sostiene che i residenti non devono temere l’inquinamento proveniente dall’impianto, perché semplicemente non c’è. “Non causiamo alcun impatto ambientale. Se qualcosa sfugge, si dissolve nell'atmosfera entro 6-8 metri da dove si è verificata la perdita. L’unica cosa che si può vedere è il vapore acqueo della torre di raffreddamento”, spiega Eulitz, che compiaciuto aggiunge: “Questo è il bello del nostro settore”.

Fonte
quotedbusiness.com è una testata indipendente nata nel 2018 che guarda in particolare all'economia internazionale. Ma la libera informazione ha un costo, che non è sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità. Se apprezzi i nostri contenuti, il tuo aiuto, anche piccolo e senza vincolo, contribuirà a garantire l'indipendenza di quotedbusiness.com e farà la differenza per un'informazione di qualità. 'qb' sei anche tu. Grazie per il supporto

Articoli correlati

Che fai, rub(l)i? Le big europee dell’energia accontentano Putin

Da Washington Draghi ha (quasi) aperto al pagamento del gas russo in rubli: “Il più grande acquirente, la Germania, ha già pagato in rubli e la maggior parte degli importatori hanno aperto conti in rubli”. Da una parte, i paesi europei continuano a sovvenzionare il conflitto acquistando combustibili fossili dalla Russia. Dall’altra, inviano armi per sostenere la difesa del popolo ucraino. Un’ipocrisia evidente. La questione cruciale intanto rimane: l’Ue deve decidere se continuare ad acquistare il gas russo oppure no [continua ]

Energie & Risorse

Energia solare. Meteo, ora del giorno, stagione e località geografica potrebbero non avere più importanza: ecco perché

L’energia solare diventa ‘on demand’. Si conserva per 18 anni grazie a un microchip che la converte direttamente in elettricità. La storia, che apre nuovi e inaspettati scenari, resa possibile da un cinese in Svezia. [continua ]

Energie & Risorse
quoted business

Draghi: “Accordo con l’Algeria su energia e gas”. La risposta del governo italiano alla dipendenza da Mosca (passando da una dittatura a un’altra)

Draghi, Di Maio, Cingolani e Descalzi in missione ad Algeri centrano l’obiettivo di sostituire un terzo del gas russo: assicurati 9 mld di metri cubi aggiuntivi attraverso il gasdotto TransMed. Il problema però non è diversificare a prescindere. L’accordo con il paese nordafricano aggira l’ostacolo, non lo risolve: gli oligarchi algerini sono forse tanto meglio di quelli russi? [continua ]

Energie & Risorse
Energia, il ritorno alla più sporca delle fonti

Energia, il ritorno alla più sporca delle fonti

Energie & Risorse
Il 70% dell’energia da fonti fossili. Paesi Bassi e Polonia tra i peggiori

Il 70% dell’energia disponibile nell’Ue proviene da fonti fossili. Paesi Bassi e Polonia tra i peggiori

Ue
Energie & Risorse
Energia elettrica, a dicembre +492% rispetto a gennaio 2020

Energia elettrica, la stangata sull’Italia: a dicembre +492% rispetto a gennaio 2020

Energie & Risorse

Indicatori

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com