Quella incontenibile fame di oro della Russia

Le riserve in oro detenute dalla Banca centrale sono salite a 2149,25 tonnellate. La Russia è anche il primo produttore mondiale del metallo giallo, che già costituisce il 20% delle riserve totali in valuta estera di Mosca, mentre il dollaro è sceso dal 46% a metà 2017 al 22% attuale

Mosca, un'incontenibile fame di oro

La fame di oro da parte della Russia continua a crescere. Le riserve detenute dalla Banca centrale sono salite a 2149,25 tonnellate. Un’operazione non così complessa per Mosca visto che la Federazione è il primo produttore mondiale del metallo giallo con circa 300 tonnellate l'anno. Soltanto lo scorso anno la Banca centrale ha acquistato 275 tonnellate (pari al 40% della quantità complessiva comprata dalle banche centrali di tutto il mondo nel 2018).

Il che potrebbe ora spingere la Russia a rivolgersi all'estero

L'oro rappresenta già il 20% delle riserve totali in valuta estera di Mosca, mentre il dollaro è sceso dal 46% a metà 2017 al 22% attuale. La quota residuale resta necessaria per il mantenere vivo il commercio internazionale, regolato perlopiù in dollari. 

E, intanto, i prezzi dell’oro sono lievitati del 20% dal 2016, arrivando a toccare i 1.300 dollari l’oncia. Ma tale dinamica non sembra spaventare anche altri paesi, tra i quali Francia, Polonia e Ungheria che si stanno muovendo per ridurre la dipendenza dal dollaro.

 
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