Manovra, al G20 l'Italia tratta con l'Ue. Juncker: “Ci sono progressi”

Manovra, al G20 l'Italia tratta con l'Ue. Juncker: “Ci sono progressi”
Jean-Claude Juncker e Giuseppe Conte

Trattativa no-stop tra Roma e Bruxelles. Anche al G20 di Buenos Aires il confronto sulla manovra italiana prosegue, in particolare su reddito e pensioni. Ma Juncker vede “progressi”. Giungono, dunque, segnali distensivi tra Italia ed Ue, mentre anche il premier Giuseppe Conte si dice "ottimista" sulla possibilità di evitare la procedura di infrazione.

"Non si deve drammatizzare la questione dell'ipotesi di infrazione all'Italia" per deficit eccessivo, ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in una conferenza stampa nella capitale argentina a margine del G20. Anche il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, si mostra soddisfatto: "I toni e il clima sono cambiati ma ora abbiamo bisogno di azioni decisive. La palla è all'Italia, abbiamo bisogno di vedere una riduzione del deficit concepita in modo credibile”.

"L'obiettivo è realizzare quelle riforme che sono fondamentali per la nostra politica economica. I numeri sono l'ultima cosa", ha aggiunto il premier italiano sottolineando che "i dati sul Pil dimostrano che "dobbiamo fare una manovra di segno diverso, non di segno recessivo. Dobbiamo crescere e quindi rafforzare il piano degli investimenti".

Questo è il punto chiave. L’economia italiana ha sicuramente bisogno di una spinta alla crescita, come confermano le ultime evidenze diffuse dall’Istat. Diventa, infatti, più concreto il rischio di una terza recessione dopo quella del 2007 e del 2014.La sorpresa è che la frenata dell’Italia, prevista da molti a cavallo del nuovo anno, è in realtà già iniziata la scorsa estate. L’Istat ha rivisto le previsioni per luglio-agosto-settembre e così da una crescita che le stime preliminari indicavano come nulla si è passati ad un Pil negativo (-0,1%). Si tratta del primo calo dell’attività economica dopo un periodo di espansione protrattosi per 14 trimestri.

Tra le principali economie europee, solo la Germania - col suo -0,2% - ha registrato un andamento negativo nel terzo trimestre (Francia +0,4%, Spagna e Regno Unito +0,6%). 

Per questo la scommessa del Governo (su reddito e pensioni) è molto rischiosa. Riusciranno queste misure a smuovere il Pil o finiranno per accentuare la tendenza della crescita al ribasso?

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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