Il rapporto debito/Pil negli Usa salirà fino al 116,9% entro cinque anni. Persino l'Italia farà meglio

Per il Fondo monetario internazionale le finanze pubbliche statunitensi sono in deterioramento. Il peso del debito come quota del Pil salirà entro cinque anni al 116,9%, mentre nel caso italiano scenderà al 116,6%

Debito pubblico, la situazione si aggrava. Persino l'Italia farà meglio

Entro cinque anni il rapporto debito/Pil degli Stati Uniti supererà quello dell'Italia, il paese messo peggio tra quelli del G7. Negli Usa raggiungerà il 116,9% entro il 2023, mentre quello italiano dovrebbe scendere al 116,6%. Le previsioni sono targate Fmi.

Il bilancio peggiora

Dopo l’approvazione a dicembre di 1,5 trilioni di dollari di tagli fiscali e lo stanziamento di 300 miliardi in nuova spesa pubblica, è tornata alta la preoccupazione sul bilancio in deterioramento degli Stati Uniti. Donald Trump sostiene che la riforma combinata con la deregolamentazione aiuterà l’economia ad accelerare, il che a sua volta genererà entrate extra sufficienti ad evitare qualsiasi impatto fiscale.

I dubbi di Federal reserve e Cbo

Già, entrate extra, il punto è proprio questo. Al riguardo i funzionari della Federal reserve e del Congressional budget office (Cbo) sono scettici, piuttosto prevedono che la crescita nel medio-lungo periodo non sarà tanto robusta da compensare i tagli alle tasse. Le previsioni più recenti della Fed mostrano una stima del 2,7% per il Pil di quest’anno, che rallenta al 2% nel 2020, mentre il Cbo vede una crescita in rallentamento dal 3,3% nel 2018 all’1,8% due anni dopo.

Situazione Italia

Un’altra storia quella dell’Italia, dove i rendimenti dei titoli sovrani sono già ben al di sotto di quelli Usa a 10 anni: l’1,72% rispetto al 2,85% dei Treasury. Anche gli oneri finanziari dovrebbero scendere a livelli inferiori nei prossimi anni con l’estensione delle scadenze medie, rendendo il debito italiano più gestibile.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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