L’odissea di medici e infermieri: 2.000 fermati da contagi e quarantene

Spesso la responsabilità è attribuibile ai pazienti che non denunciano i contatti a rischio

L’odissea di medici e infermieri: 2.000 fermati da contagi e quarantene

Il coronavirus ha messo (al momento) in fuorigioco oltre duemila tra medici e infermieri, alcuni ricoverati e altri in quarantena per motivi precauzionali. E il motivo è spesso legato perché il paziente che si ha di fronte ha avuto contatti ‘a rischio’ ma dimentica di dirlo.

Solo nel Veneto tra medici, infermieri e operatori sanitari sono in 450 ad essere costretti a stare lontano dai reparti. Tanto da far chiedere al governatore Zaia di far rientrare al lavoro i sanitari in quarantena ma negativi al test. Richiesta, poi, accolta dal governo.

Ancora più in difficoltà sono gli ospedali lombardi dove a mancare all’appello sono almeno un migliaio.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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