.jpg?box=650x850)
Il governo italiano ha deciso di resistere alle pressioni degli Stati Uniti sul dossier dei medici cubani in Calabria, trasformando una questione sanitaria in un delicato caso diplomatico. Un emissario dell’amministrazione Trump incontrerà il presidente della Regione Roberto Occhiuto per discutere del contingente di circa 400 medici cubani impiegati negli ospedali calabresi, ma la linea della Farnesina resta chiara: i camici bianchi dell’Avana restano.
Occhiuto: “Servono altri 600 medici”
Il governatore calabrese non arretra. Anzi, rilancia. Secondo Occhiuto, l’emergenza personale sanitario è ancora lontana dall’essere risolta e il contingente attuale non basta: la Regione avrebbe bisogno di almeno altri 600 medici per garantire servizi essenziali e ridurre le liste d’attesa.
Un accordo strategico per una sanità in crisi
L’arrivo dei medici cubani è parte di un accordo siglato negli ultimi anni per far fronte alla cronica carenza di personale medico in Calabria, una delle regioni più fragili del sistema sanitario italiano. L’intesa ha consentito di colmare vuoti in reparti critici come emergenza-urgenza, anestesia e medicina interna, diventando un pilastro del piano di rilancio sanitario regionale.
Il pressing di Washington e il nodo diritti umani
Gli Stati Uniti da tempo criticano le missioni sanitarie cubane, accusandole di violare i diritti dei medici attraverso contratti controllati dal governo dell’Avana. La missione diplomatica in Calabria si inserisce in questa strategia più ampia, che mira a scoraggiare i Paesi occidentali dal ricorrere al personale sanitario cubano.
Roma fa muro
La posizione del governo italiano è pragmatica: senza quei medici, il sistema sanitario calabrese rischierebbe il collasso. La scelta diventa anche un segnale politico di autonomia rispetto alle pressioni statunitensi, in un contesto geopolitico in cui sanità, diplomazia e sicurezza nazionale si intrecciano sempre più.
Sanità, politica e geopolitica
Il dossier dei medici cubani è ormai un caso simbolo della nuova geopolitica della sanità: carenza globale di personale sanitario; competizione tra modelli di welfare; tensioni tra alleati occidentali e Paesi non allineati. La Calabria, paradossalmente, diventa uno dei fronti di questa partita globale.






.jpg?box=317x238c)



