
È morto all’età di 93 anni Valentino Garavani, simbolo assoluto dell’eleganza italiana e fondatore della Maison Valentino. Lo ha reso noto la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, spiegando che lo stilista si è spento “nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari”.
La camera ardente sarà allestita a Roma, in Piazza Mignanelli, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio dalle 11 alle 18. I funerali si terranno venerdì 23 gennaio alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica.
L’ultimo imperatore della couture
Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino Garavani è stato molto più di uno stilista: è stato un maestro assoluto dell’alta moda, capace di trasformare l’eleganza in linguaggio universale. Il soprannome di “ultimo imperatore”, consacrato dal documentario del 2008, racconta meglio di ogni definizione la sua statura nella storia del fashion system.
Parigi, il rosso e la nascita di un mito
Appena diciassettenne, Valentino si forma a Parigi, negli atelier di Jean Dessès e Guy Laroche. È lì che avviene l’incontro destinato a segnare per sempre la sua estetica: quello con il colore rosso. Una tonalità così iconica da diventare eterna con un nome solo: “rosso Valentino”.
Il successo italiano e la consacrazione mondiale
Tornato in Italia nel 1955, apre il suo atelier in Via Condotti a Roma. La svolta arriva nel 1962, quando presenta la collezione nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, grazie anche all’incontro decisivo con Giancarlo Giammetti, compagno di vita e di visione.
Da quel momento, il successo è globale: Valentino veste Liz Taylor, Jackie Kennedy, Sophia Loren, Nancy Reagan, diventando per gli americani la “Rolls Royce del fashion design”. Storico l’abito bianco con cui Jackie Kennedy sposò Aristotele Onassis.
Dalla couture al pret-à-porter
Alla fine degli anni Sessanta debutta nel pret-à-porter e sceglie Parigi come palcoscenico privilegiato per le sue sfilate. Nel 1998 cede la maison alla Hdp di Maurizio Romiti, mantenendo la direzione creativa. Un addio sofferto, segnato da lacrime pubbliche, che apre una lunga fase di transizioni societarie.
Il ritiro e il ritorno del mito
Nel 2007, dopo 45 anni, Valentino lascia definitivamente la direzione creativa: “Vorrei lasciare la festa quando è ancora in corso”, dice. Pochi mesi prima aveva celebrato la sua carriera a Roma con una mostra monumentale all’Ara Pacis.
Nel 2012, l’acquisizione della maison da parte di Mayoola for Investments, legata alla famiglia reale del Qatar, segna la rinascita del brand. Con Maria Grazia Chiuri prima e Pierpaolo Piccioli poi, Valentino torna a superare il miliardo di euro di ricavi.
Una vita privata tra arte e bellezza
Decorato con le massime onorificenze in Italia e Francia, inclusa la Legion d’Onore, Valentino si era ritirato a vita privata, circondato dai suoi amati carlini. Viveva tra Roma, Parigi, Londra, New York e Gstaad, passando lunghi periodi nel Castello di Wideville, trasformato in parte in museo.
Un’eredità senza tempo
Con la sua scomparsa, la moda perde uno dei suoi ultimi grandi maestri. Ma l’eredità di Valentino Garavani — fatta di rigore, bellezza e sogno — continuerà a vivere in ogni abito che porta il suo nome.


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